Due pronunce favorevoli a Banco BPM nella nota vicenda dei cosiddetti “diamanti di investimento”: ogni cliente è un caso a sé.

I Tribunali di Bologna e Milano hanno portato a pronunce sul tema della valenza dei provvedimenti sanzionatori delle autorità, nel caso di specie l’AGCOM, rispetto alle posizioni dei singoli clienti nei giudizi civili di risarcimento: le presunte pratiche scorrette o ingannevoli devono necessariamente essere dimostrate soprattutto nel caso in cui si assuma che la banca abbia tenuto comportamenti ulteriori rispetto a quelli propri del suo ruolo.
L'onere della prova grava sul cliente
Grava sul cliente che agisce in giudizio anche l’onere di fornire la prova del danno effettivamente subito. Secondo il Tribunale di Milano, questo danno non può essere inquadrato neppure nell’ambito della responsabilità da contatto sociale qualificato, idoneo a fondare un obbligo di protezione che possa dirsi violato da parte dell’istituto di credito.
Domande respinte: valutare ogni singolo caso
In sostanza, il principio affermato da entrambi i Tribunali è che ogni caso deve essere valutato singolarmente, sulla base di quanto allegato e provato in ciascun giudizio. Indipendentemente dalla presenza di provvedimenti sanzionatori o di altre decisioni giurisprudenziali su casi analoghi. Le domande di entrambe i clienti sono state respinte: i precedenti giurisprudenziali rivestono un notevole peso specifico nell’evoluzione di una vicenda complessa come quella dei diamanti.
Lo Studio legale Zitiello Associati, con i partners Benedetta Musco Carbonaro e Francesco Mocci, ha assistito con successo Banco BPM.