
Solo 4 CdA con consiglieri hi-tech
Ricorda il detto “tanto fumo, niente arrosto” il quadro tratteggiato da un recente report di Deloitte. Il titolo è “Tech Explosion e Digital Disruption nei Financial Services: i Board italiani sono pronti?”. E la risposta che emerge è chiaramente un no. O almeno, non ancora. A investire di più nel digitale sono gli istituti di credito e le compagnie assicurative, alle prese con l’open innovation. Tra queste realtà (Deloitte ha analizzato 12 tra le principali in Italia) tuttavia il cosiddetto “quoziente digitale” del board resta basso: solo 4 tra i CdA presi in esame contano consiglieri “tech-oriented” tra i membri.
Board digitali? Serve differenziare
La metà dei consiglieri vede infatti figure specializzate in ambito finanza e mercati, economia, insegnamento accademico, o finanza & controllo. Mentre solo il 5% è specializzato in IT. Ecco perché è urgente una nuova governance. Come spiega Deloitte, non si possono ignorare le sfide future: i business model centrati sulla trasformazione digitale offrono moltiplicatori di ricavi più elevati e sono maggiormente premiati dagli investitori. Servono quindi nuove competenze nei board. E soprattutto profili differenziati.
