Così cresce il crowdinvesting Made in Italy

Il crowdinvesting italiano cresce ma continua a essere in ritardo rispetto ai principali Paesi europei. Ecco i dati.

PARTE 1

Il IV Report Italiano sul CrowdInvesting del Politecnico di Milano parte dai dati, distinguendo tra equity e lending crowdinvesting e dando il giusto spazio all’ambito trasversale del real estate, il più fiorente tra gli ambiti di specializzazione dei portali. Vediamo i numeri chiave per capire che cosa sta accadendo in ciascun ambito

Equity Crowdfunding: i numeri in italia

L’equity based crowdfunding, in cui gli investitori “diffusi” acquisiscono quote del capitale di rischio della società, al 30 giugno vale 82 milioni di euro, oltre il doppio rispetto a un anno prima, per una raccolta di 49 milioni negli ultimi 12 mesi.

L’equity vede 35 portali autorizzati in Italia, anche se alcuni non hanno mai condotto una campagna. Negli ultimi 12 mesi sono state condotte 170 campagne, con un tasso di successo del 75% circa. Il 72% delle emittenti sono startup innovative. Finora le piattaforme con la maggiore raccolta sono Mamacrowd (22 milioni circa) e Crowdfundme (15 milioni), segue con 11 milioni Walliance.

Si avvia un fenomeno di specializzazione o verticalizzazione: real estate, Energia/Ambiente (con Ecomill), sport, impact finance. Una specializzazione si delinea anche nel modello di business, con ClubDealOnline, ad esempio, che permette di accedere ai progetti solo agli iscritti (a pagamento) al portale. Oppure Doorway, che funziona su invito: le offerte sono pubbliche ma per leggerne i dettagli bisogna accreditarsi.

Il 72% delle campagne ha previsto il collocamento di due classi di quote o di azioni: gli investitori al di sotto di una determinata soglia ottengono quote senza diritto di voto, chi invece supera l’ammontare stabilito riceve quote votanti. Ci sono anche casistiche diverse, ma in numero limitato.

Su 50 emittenti prese in esame, solo 5 hanno mantenuto le promesse del business plan, raggiungendo i risultati prefissati.

I numeri del lending crowdfunding

Il lending crowdfunding, in cui gli investitori concedono un prestito per vederselo restituito con rate maggiorate di un tasso di interesse (un prestito, appunto), vale 435 milioni di euro, anche qui un anno fa la cifra era circa la metà. La raccolta degli ultimi 12 mesi è stata di 207 milioni di euro. In Italia ci sono 7 piattaforme per il finanziamento di imprese e 6 per finanziare progetti di persone fisiche. Sono in partenza altre tre piattaforme business.

Anche qui si registra una crescita delle iniziative verticali specializzate: 2 nell’immobiliare, 1 legata a energia ed efficienza energetica. Di converso, anche Credimi ha annunciato l’intenzione di entrare nel segmento del lending crowdfunding, sconfinando dall’invoice trading.

Nel prestito ai privati resta leader Younited Credit, che però raccoglie finanziamenti da investitori istituzionali, Smartika è quella con più prestatori attivi. L’esperienza di Younited Credit conferma l’importanza di coinvolgere fondi di credito e investitori specializzati per fare crescere rapidamente i volumi.

Nel mondo della finanza complementare per le imprese si sono toccati i 156,3 milioni con una buona crescita delle tre piattaforme più attive, cioè BorsadelCredito.it, October e Prestacap.

I numeri del sistema Italia ci collocano comunque in ritardo di diversi anni rispetto agli altri Paesi europei di riferimento. Circa 3 anni se guardiamo a Francia e Germania, tra i 6 e i 7 anni rispetto al più florido mercato UK.

I numeri del real estate crowdfunding

L’ambito del real estate è in forte crescita. L’ambito equity vale 12,8 milioni di euro e, oltre a Walliance e Concrete, vede in partenza le piattaforme House4Crowd e BuildAround. Lato lending, sono attivi Trusters, Rendimento Etico, Housers e CrowdEstate, mentre risultano in partenza ReCrowd e Re-Lender. Il totale raccolto è di 6,7 milioni.

Commentando i risultati dell’Osservatorio, il Direttore Scientifico dell’Osservatorio, Giancarlo Giudici, ha sottolineato come l’equity crowdfunding stia entrando in una fase 2, con le prime exit, i primi dividendi e anche le prime attività che chiudono i battenti. Le previsioni per il 2019 parlano di una raccolta di 60 milioni, in crescita a 80 nel 2020. Per il lending crowdfunding si prevede per il 2019 il sorpasso del segmento business sul consumer, con un target a 130 milioni ciascuno. Nel real estate si prevede una crescita importante, per arrivare a un target di raccolta di 30 milioni nel 2019.

Al dibattito sui risultati dell’Osservatorio, cui abbiamo dedicato un articolo specifico, si è parlato proprio di come l’evoluzione normativa e la comunicazione al cliente possano aiutare la crescita del crowdinvesting.

 

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