Nessun dividendo nel 2015 e nel 2016, un maxi-taglio di 26mila persone e l’abbandono di 10 mercati, ma non dell’Italia. I numeri della crisi di Deutsche Bank sono decisamente pesanti: nel Q3 il Gruppo mette a bilancio 6 miliardi di perdite da svalutazioni e stime sui rischi giuridici.
Via da 10 mercati
Il piano presentato da John Cryan, co-Amministratore Delegato, passa per una riduzione pesante dei costi con l’obiettivo di tornare a distribuire dividendi nel 2017. Dei 26mila tagli previsti, 9mila passeranno dalla riduzione diretta del personale, gli altri dalla cessione di asset e dalla ritirata da Argentina, Cile, Messico, Perù, Uruguay, Danimarca, Finlandia, Norvegia, Malta e Nuova Zelanda. Risparmio stimato: 3,8 miliardi entro il 2018.
Private e wealth management per crescere in Italia
Per il sud Europa, invece, si penserebbe a un rilancio delle attività grazie alle sinergie tra private banking e wealth management. Nessun ripiegamento dall’Italia, secondo mercato europeo del Gruppo con 3 milioni di clienti, 4mila dipendenti e 1.500 promotori. Il taglio annunciato di 200 filiali dovrebbe riguardare interamente la Germania.