CRIF: aumentano le frodi creditizie, la Campania rimane sul podio

Nel 2011 i casi di frode in Italia sono stati 22.100, in aumento rispetto al 2010, secondo i dati dell’Osservatorio sulle frodi creditizie di CRIF: i prestiti finalizzati sono i più colpiti (79,4% dei casi), mentre calano le frodi su carte di credito. Vittime soprattutto gli uomini, mentre la regione maggiormente colpita rimane la Campania
Le frodi creditizie non conoscono crisi. Nel 2011 i casi di frode in Italia sono stati 22.100, in lieve aumento rispetto al 2010, malgrado la forte contrazione del numero di finanziamenti richiesti dalle famiglie (-19% i mutui ipotecari e -4% i prestiti), secondo i dati registrati da CRIF per l’ultima edizione dell’Osservatorio sulle frodi creditizie. Dato che risulta oltremodo significativo se si considera che i furti a danno degli istituti di credito nello stesso periodo sono stati circa 1.100 (fonte Ossif).

Un fenomeno che ha ripercussioni anche sul lato economico: una frode su quattro, infatti, ha prodotto un bottino superiore a 10mila euro. Tuttavia, sono quelle di importo inferiore ai 3mila euro ad aver fatto registrare l’incremento più consistente, con un +10% rispetto all’anno precedente, anche perché i finanziamenti di piccolo importo, specie se erogati non allo sportello ma presso esercenti e punti vendita, sono quelli che si caratterizzano per tempi di erogazione più rapidi e controlli meno sofisticati. E per il 2012 si aspetta una escalation di frodi perpetrate con tecniche ancora più sofisticate, come ad esempio l’utilizzo congiunto di strumenti di finanziamento e di pagamento cross-market per un rapido riciclaggio.

Sono i prestiti finalizzati la tipologia di finanziamento più colpita da frodi creditizie (79,4% dei casi), aumentate del 6,9% rispetto all’anno precedente e che han prodotto un bottino di oltre 6.100 euro. Aumenta dell’8,1% l’importo medio delle frodi relative ai prestiti personali, che raggiunge i 13.300 euro, mentre si conferma ancora contenuta, seppur in crescita, l’incidenza delle frodi sui mutui ipotecari, con un importo medio pari a circa 74mila euro e punte, in alcuni casi, superiori ai 150mila euro. Cala invece l’importo medio delle frodi perpetrate su carte di credito, che si attesta intorno ai 2.500 euro.

Anche i tempi di scoperta si sono allungati: nel 2011, infatti, solo nel 26,2% dei casi la frode è stata scoperta entro i primi 6 mesi, mentre nel 31,9% è stato necessario un periodo di tempo compreso tra 6 mesi e 2 anni. In preoccupante crescita sono anche i casi in cui la truffa viene intercettata addirittura dopo 3 anni (circa il 30% del totale).

Gli uomini rappresentano i due terzi delle vittime da frodi creditizie (66,8%), anche se la quota di donne colpite da questo fenomeno criminale è in forte crescita rispetto all’anno precedente (+25%). Per quanto riguarda la fascia di età è quella tra i 31 e i 40 anni ad aver subito il maggior numero di frodi (27% del totale).

La Campania resta al primo posto per numero di frodi, con il 23,7% di casi nel 2011, seguita da Lazio (15,6%) e Lombardia (11,4%), mentre rispetto al 2010 sono il Veneto (+77%), la Liguria (+74%) e il Friuli Venezia Giulia (+70%) a registrare una impennata di frodi.

“I dati che emergono dal nostro Osservatorio purtroppo confermano che il fenomeno delle frodi creditizie non è assolutamente in crisi e, anzi, si sta facendo sempre più sofisticato. Tra i motivi per cui si cade facilmente vittima di frode creditizia tramite furto d’identità, spiega Maria Luisa Cardini, Senior Business Consultant di CRIF, indubbiamente bisogna citare l’estrema facilità che i criminali hanno nell’accedere a informazioni personali e riservate altrui, attraverso documenti cartacei o in formato digitale ma anche grazie all’enorme diffusione dei profili scaricabili dai social network. In effetti, è più semplice di quanto si possa pensare carpire le informazioni necessarie per ricostruire il codice fiscale e alcuni dati anagrafici di una persona ignara dei rischi. Con questi dati, poi, la tecnica utilizzata dai frodatori è quella di produrre documenti falsi, i quali vengono utilizzati per la richiesta di finanziamenti ma anche per altre operazioni truffaldine come l’apertura di conti correnti, il cambio di assegni, ma anche la richiesta di leasing auto e la cessione del quinto dello stipendio. Nascondersi dietro una identità falsa, inoltre, è un espediente adottato da chi vuole usare schede telefoniche che in caso di intercettazioni non siano facilmente riconducibili al soggetto e da coloro che utilizzano operazioni bancarie e finanziarie a scopo di riciclaggio. Per questo motivo è fondamentale mantenere alta l’attenzione verso un efficace riconoscimento anagrafico da parte degli operatori”.

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