Cresce l’e-money, ancora boom prepagate

Il contante arretra. Lentamente, ma arretra, persino in Italia e persino in tempi di crisi. Lo dicono i dati dell’Osservatorio sulle Carte di Credito di Assofin, CRIF Decision Solutions e GfK Eurisko, che confermano l’affermarsi, tra i protagonisti della war on cash, delle carte di debito e di quelle prepagate.

 

Carte di credito: -4,5%
L’undicesima edizione dell’Osservatorio registra infatti un nuovo calo nel numero di carte di credito in circolazione: -4,5% nel 2012, dopo il -12% del 2011. Le carte che rimangono vengono comunque utilizzate di più: il numero delle transazioni cresce infatti del 3,7% nel 2012, con un valore medio di 93 euro contro i 95 dello scorso anno.

Le prepagate crescono oltre il 30%
Segno positivo, di nuovo, sia per le carte di debito (+5,5%) sia per le carte prepagate: queste ultime fanno registrare l’ennesimo boom, con un +32,4% nel 2012 (ancora meglio del +14,9% del 2011), una crescita delle transazioni sia in numero (+25,9%) sia in valore (30,6%), mentre il valore medio per transazione sale a 66 euro. Un fenomeno che colloca ormai le prepagate al di fuori del tradizionale ruolo di strumento di inclusione finanziaria destinato ai più giovani. Anzi, secondo i dati presentati da GfK Eurisko, nel 2012 la crescita delle prepagate è stata particolarmente significativa nella fascia d’età tra i 35 e i 50 anni. Che sia per migliorare il controllo sulle spese, per trovare una alternativa alla carta di credito o per fare shopping su internet, la prepagata non sembra ormai legata a nessun target in particolare.

La differenza tra carte non viene percepita
Prosegue anche la razionalizzazione del portafoglio carte: l’89% degli italiani ha una sola carta di credito, il 9% ne ha due e a malapena l’1% ha tre o più carte. Si tratta di un trend alla semplificazione che riguarda anche le tipologie di carta, al punto che anche i multititolari hanno spesso più carte base. Le Premium sembrano quindi arretrare, e il fatto che alcuni dei titolari intervistati non siano in grado di indicare quale carta possiedono non fa che confermare l’impressione che le carte di gamma alta non vengano percepite nel loro pieno valore. Per molti clienti una carta di pagamento serve a pagare, punto. E si rinuncia volentieri a qualche servizio accessorio (e ritenuto non necessario) per risparmiare.

Dilazione e credito? Forse non interessano più
Forse proprio per questa ragione le carte di debito e prepagate continuano a crescere, e le carte di credito a diminuire: l’Osservatorio nota come la mancata percezione, da parte dei consumatori, di una differenza tra uno strumento di pagamento e l’altro arriva a investire la possibilità di accedere a un credito e di dilazionare il pagamento. Cioè l’essenza stessa della carta di credito.

La crisi delle revolving
In questa prospettiva si spiega ancora meglio il nuovo ruzzolone delle carte rateali: -23,2% nel 2012, continuando un trend negativo che ha portato a un dimezzamento, per le rateali pure, delle carte in circolazione nel giro di 5 anni. Le “ex revolving”, d’altronde, se la passano male da qualche anno, complici la crisi e l’intervento di Banca d’Italia: nell’ultimo anno le nuove emissioni sono calate dell’8,3%. Calano anche i flussi finanziati (-2,3%), anche se le carte opzione sembrano tenere decisamente meglio delle rateali pure. Nel medio termine la riorganizzazione dei canali distributivi delle rateali verso lo sportello bancario e quello delle società specializzate, con attività di rinnovamento e di valorizzazione del prodotto, potrebbe portare a un rilancio dell’offerta.

 

La Rivista

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