Prosegue il successo del credito specializzato. Con uno stock a fine 2017 da circa 480 miliardi di euro, in crescita del 3% a/a, aumentano anche le nuove erogazioni: +8,7% a quota 338 miliardi.
Un mercato che vale il 19,7% del PIL
Sono i dati forniti da Assifact, Assilea e Assofin, che confermano il trend con il segno più. Anche se a rilento rispetto al 2016, quando la crescita era stata a doppia cifra. La nuova produzione di credito specializzato nel 2017 rappresenta il 24,6% degli impieghi totali di banche e intermediari finanziari, mentre l’incidenza rispetto al PIL è pari al 19,7%. Il credito specializzato finanzia l’8,9% del totale degli investimenti a medio termine alle imprese; l’8,7% del totale delle spese sostenute dalle famiglie.
Imprese e famiglie trainano il trend
I numeri lo confermano: il credito specializzato è destinato per il 71,1% alle esigenze delle famiglie (soprattutto attraverso operazioni di credito al consumo e mutui immobiliari) e per il 23,1% alle esigenze di credito delle imprese, soprattutto attraverso leasing e factoring. Il resto si riferisce al settore pubblico (3%).
Operatori specializzati vs. banche
I più attivi nel comparto, in termini di nuovi flussi di credito erogati, sono ovviamente gli operatori specializzati (intermediari finanziari ex art. 106, altri intermediari e banche specializzate), che complessivamente rappresentano circa i 2/3 del totale erogato nel 2017, contro il 34,2% delle banche generaliste.