Cresce il peso del credito specializzato: sul totale degli impieghi di banche e intermediari, questa tipologia di finanziamento, dedicata a famiglie e imprese, supera il 26%.
365 miliardi di erogato
A offrirci questo spaccato sul credito specializzato sono tre Associazioni di categoria: Assifact, Assilea e Assofin, attive rispettivamente nel factoring, nel leasing e nel credito alle famiglie. E l’attenzione a questa forma di finanziamento cresce sempre più: a fine 2018 lo stock del credito specializzato ha raggiunto i 497 miliardi di euro (+6,1%) e le nuove erogazioni hanno superato i 365 miliardi di euro (+8,1%).
Il peso del credito specializzato
La nuova produzione di credito specializzato nel 2018 non solo rappresenta il 26,1% del totale degli impieghi ma anche il 21% del PIL; finanzia il 9,4% del totale degli investimenti a medio termine rivolti alle imprese e rappresenta invece il 9% del totale delle spese sostenute dalle famiglie nel corso dell’anno.
Il target: famiglie e imprese
Famiglie e imprese sono dunque i settori che ricorrono maggiormente al credito specializzato: le famiglie sono in testa, con il 72%, in particolare attraverso operazioni di credito al consumo e mutui immobiliari, mentre il 22,4% è in capo alle imprese per prodotti di leasing e factoring. Le quote rimanenti (seppure piccole, 2,7%) si riferiscono al settore pubblico, finanziato maggiormente attraverso il factoring, al settore finanziario (0,3%) e altri soggetti (2,7%).
Chi eroga credito specializzato
Gli operatori specializzati hanno in mano questo mercato: intermediari finanziari ex art. 106, altri intermediari e banche specializzate infatti hanno finanziato i due terzi del totale erogato nel 2018, contro il 32,2% attribuito alle banche generaliste. In particolare, gli intermediari finanziari ex art. 106 hanno finanziato la quota maggiore di credito specializzato (47,4%). Diverso scenario se osserviamo i dati di stock: le banche generaliste passano infatti al primo posto (con il 59,9% dell’outstanding), seguite dagli operatori specializzati (40,1%, con gli intermediari ex art. 106 che fanno la parte del leone con il 23,1%) mentre in coda troviamo le banche specializzate (16,3%).