Il credito è fermo, ma l’evoluzione normativa apre speranze per il rilancio del mercato degli attivi deteriorati. I dati forniti da Ignazio Visco all’Assemblea Ordinaria dell’ABI di inizio luglio confermano che i tassi di interesse restano bassi ma le erogazioni di credito alle imprese risultano, nel complesso, ancora in calo, pur con trend molto diversi tra settori produttivi.
Trend opposti per i diversi settori
Guardando ai tassi di interesse, a maggio 2015 quello sui nuovi prestiti alle imprese era in media al 2,2% e quello sui nuovi mutui per acquisto di abitazioni al 2,7%: un anno prima erano, rispettivamente, al 3,1% e al 3,3%. Prosegue però il calo dei prestiti erogati alle società non finanziarie, con un ulteriore -0,5% nel trimestre febbraio-maggio. Qui i trend sono però molto diversi: i prestiti crescono per le aziende manifatturiere e dei servizi non immobiliari prive di debiti deteriorati, mentre calano più bruscamente per il comparto costruzioni e per i servizi immobiliari.
Crediti deteriorati al 17,9% dei prestiti
Il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti è arrivato al 2,4% nel trimestre febbraio-maggio: meglio del 2,6% del 2014. Un miglioramento legato al dato relativo ai finanziamenti alle imprese, sceso al 3,9% (-0,6% in un anno). La qualità del credito resta un problema per le imprese del settore costruzioni e per quelle del Sud. Le sofferenze pesavano per il 10,2% dei prestiti bancari a marzo 2015, i crediti deteriorati per il 17,9%. Visco giudica positivamente le azioni del Governo dello scorso giugno: oltre all’immediata deducibilità fiscale delle perdite sui prestiti, ci sono anche gli interventi normativi per l’efficienza e la rapidità delle procedure fallimentari e di quelle esecutive immobiliari.
Procedure snelle per rilanciare gli attivi deteriorati
I tempi delle procedure fallimentari dovrebbero ridursi da una media di sei anni a tre (ma qui molto dipenderà da fattori organizzativi e gestionali), per quelle esecutive immobiliari da quattro anni a tre. Questo permetterà di aumentare il prezzo di mercato degli attivi deteriorati, oggi rallentato da un gap difficilmente colmabile tra prezzo atteso dall’offerta e quello proposto dalla domanda. Visco ha citato simulazioni che mostrano un possibile aumento del 10% del valore dei crediti deteriorati assistiti da garanzie immobilari nel caso in cui i tempi di recupero si riducessero di due anni.