Credito alle famiglie: torna il segno più

crescerePiccoli segnali incoraggianti dalla 36esima edizione dell'Osservatorio sul Credito al Dettaglio targato Assofin, Crif e Prometeia. Il 2013 ha visto una ulteriore contrazione del credito alle famiglie, ma nel primo trimestre del 2014 i flussi sono tornati a crescere dopo mesi di continuo calo.

L'economia resta debole

L'attività economica resta debole, così come le prospettive reddituali e occupazionali e con esse la volontà/capacità di spesa delle famiglie, ma i primi mesi dell'anno hanno visto un miglioramento del clima di fiducia e un ritorno della domanda di prestiti per l'acquisto di abitazioni e di altri mutui.

Credito al consumo -0,2% nel primo trimestre

Il 2013 del credito al consumo si è chiuso con un -5,3%, mentre il primo trimestre del 2014 si aggira poco al di sotto della parità (-0,2%): merito dei flussi veicolati dalle carte rateali/opzioni (-1,9% nel 2013, +3% nel Q1 2014, ma la crescita è dovuta quasi esclusivamente alle opzione, mentre le rateali pure proseguono il loro declino) e della ripresa dei finanziamenti finalizzati all'acquisto di automobili e moto (+2,1% nel Q1, dopo il -6,6% del 2013), mentre non arrivano segnali positivi dalle erogazioni di altre tipologie di prodotto (-6,1% nel Q1).

Continua il calo dei prestiti personali

Resta il segno negativo per i prestiti personali: -9,6% nel 2013 e -1,9% nel Q1 2014: pesa, ovviamente, la prudenza delle famiglie, ma è rilevante anche quella degli istituti eroganti vista la maggiore rischiosità rispetto ad altre tipologie di finanziamento, la maggiore durata e l'importo più elevato. I finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio/pensione (CQS) nel primo trimestre del 2014 invertono la rotta e calano del 2,2%.

Torna il segno più per i mutui

Il 2013 dei mutui immobiliari si era chiuso in ulteriore calo: -10% per l'acquisto di immobili e -3,7% per gli altri mutui. Nel primo trimestre 2014 le erogazioni sono cresciute del 6,2% per i mutui di acquisto e del 12,4% per gli altri mutui. La stessa offerta bancaria si sta riposizionando, con offerte differenziate in baso al valore del loan to value e spread decrescenti all'aumentare della quota non finanziata del valore dell'immobile.

Rischiosità stabile

Alle misure adottate dalle banche per contenere la rischiosità si accompagna la preferenza delle famiglie per mutui di importo medio e di durata in riduzione rispetto all'anno precedente. Il 59% ha scelto il tasso variabile. Stabile la rischiosità. A marzo 2014 il tasso di default del credito al dettaglio è al 2,5%. Nel credito al consumo si attesta al 2,6% e nei mutui immobiliari all'1,9%: per i prestiti personali siamo al 4% e per quelli finalizzati all'1,7%.

Lenta ripresa entro il 2016

Le previsioni di lenta ripresa sono confermate per il triennio 2014-2016: le politiche di offerta manterranno l'attenzione al profilo di rischio della clientela, anche vista la valutazione complessiva in corso da parte della BCE. Non si tornerà, quindi, ai livelli pre-crisi, almeno non nei prossimi anni: nel 2014 si prevede un'ulteriore riduzione per il credito al consumo (-1,5% circa), con una possibile crescita nel 2015. Per i mutui si prevede una lieve crescita a fine 2014 (0,6%) con un 2,5% medio annuo per il biennio seguente.

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