Trend negativo per il mercato del credito al consumo secondo l’Osservatorio sul Credito al Dettaglio realizzato da Assofin, CRIF e Prometeia, tanto che le erogazioni nel corso del 2012 hanno registrato un calo dell’11,7% rispetto al dato di chiusura del 2011. E la contrazione è proseguita anche nel primo trimestre del 2013, con un -5,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Prestiti personali
Nel dettaglio, i prestiti personali, dopo la ripresa del 2011, hanno mostrato una decisa contrazione dei flussi nel 2012 (-15,4%), con una flessione a doppia cifra anche nei primi tre mesi dell’anno (-10,8%).
Finanziamenti per autoveicoli
I finanziamenti finalizzati ad acquisti di autoveicoli e motocicli hanno chiuso il 2012 con un forte calo dei flussi erogati (-18%), che si è attenuato nel primo trimestre del 2013 (-4,4%), seguendo l’andamento delle immatricolazioni a livello privato.
Resistono i finanziamenti di importo contenuto
Hanno mostrato una relativa tenuta i finanziamenti a sostegno di consumi di importo più contenuto, che prevedono piani di rimborso meno impegnativi. Sebbene l’evoluzione complessiva delle erogazioni di finanziamenti finalizzati all’acquisto di altri beni/servizi (arredo, ciclomotori, elettronica ed elettrodomestici e altri beni e servizi finanziabili, tra i quali viaggi, spese mediche, studi, ecc.) sia risultata negativa nel 2012 (-2,5%), è tornata positiva nel primo trimestre 2013 (+1,5%).
Carte rateali in crescita
Il comparto delle carte rateali/opzione nel 2012 si è mantenuta in crescita, seppur modesta (+0,7% la variazione dei flussi transati), un dato che, tuttavia, si va ad annullare nel corso del primo trimestre dell’anno (-2,8%).
Dimezzato il volume dei mutui
Forte stretta, invece, per il volume del mercato dei mutui immobiliari alle famiglie: -47% nel 2012, mentre la componente “altri mutui” ha registrato un calo ancora più accentuato, pari al -70,7%, legato al crollo delle surroghe e delle sostituzioni, penalizzate dall’aumento degli spread applicati alle nuove erogazioni. Nel primo trimestre del 2013, tuttavia, le erogazioni di mutui immobiliari alle famiglie consumatrici riescono a contenere il calo, sia nella componente mutui d’acquisto (-16,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), sia in quella degli “altri mutui” (-12,8%).
Ridotto l’LTV
Anche il loan-to-value ratio si è ulteriormente ridotto nel 2012, fino ad assestarsi al 59%, mentre la percentuale di mutui con LTV superiore all’80% è scesa dal 6% al 5% delle erogazioni.
Mutui: stessa durata, importi contenuti
Pressoché invariata la durata media dei nuovi muti, intorno ai 22 anni, a fronte di importi medi erogati più contenuti: 123mila euro quello per i mutui d’acquisto, 150mila euro quello degli “altri mutui” (in calo rispetto all’anno precedente).
Il tasso variabile rimane sul podio
Secondo l’Osservatorio Assofin-CRIF-Prometeia, nel 2012 si è assistito a una maggiore diversificazione dei tassi applicati ai nuovi mutui: la metà delle erogazioni complessive è ancora stipulata a tasso variabile (52%), ma il tasso misto e quello fisso raggiungono quote significative (rispettivamente il 25% e il 23%).
Occhio al rischio
Nel corso del 2012 e nel primo trimestre 2013 si è assistito ad un ulteriore peggioramento della qualità del credito, con il deterioramento dell’economia reale che ha avuto un impatto rilevante sull’equilibrio economico finanziario delle famiglie e sulla loro capacità di sostenere i debiti contratti. A marzo 2013 il tasso di default (ovvero l’indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 6 o più rate nell’ultimo anno di rilevazione) del mercato del credito al dettaglio nel suo complesso (mutui immobiliari e credito al consumo) si è attestato al 2,5% (+0,4 punti percentuale rispetto all’anno precedente) tornando sui livelli di marzo 2009.
Nello specifico, il mercato del credito al consumo nel marzo 2013 ha registrato un tasso di default in lieve aumento (2,6%), mentre nel segmento dei mutui immobiliari è passato dall’1,6% di marzo 2012 al 2% del primo trimestre 2013; nei prestiti personali questo indicatore si attesta al 3,9% mentre per i prestiti finalizzati raggiunge l’1,7%.
Cosa accadrà nei prossimi anni: credito al consumo...
Nel triennio 2013-2015 i flussi di finanziamenti alle famiglie concessi da banche e società finanziarie saranno nel complesso più contenuti rispetto agli anni pre-crisi: le consistenze del credito al consumo registreranno ancora una riduzione nel 2013 (-2,1%), cui seguirà una fase di stabilità nel 2014 (+0,4%) per poi consolidare la crescita solo nell’ultimo anno della previsione (+2,3%).
... e mercato dei mutui
Anche per il mercato dei mutui, nell’ultima parte del 2013 le consistenze sono attese in lieve riduzione (-0,4%). Nel biennio successivo, invece, le consistenze dovrebbero riprendere a crescere, sebbene su ritmi modesti: +0,9% nel 2014 e +2,8% nel 2015, grazie ai maggiori flussi erogati legati alla ripresa, seppur modesta, del reddito disponibile e al lento riavvio del mercato immobiliare.
Come agiranno gli istituti di credito
Anche le politiche di offerta diventeranno più selettive, per cercare di contenere il rischio della clientela, migliorare i coefficienti patrimoniali e ridurre il funding gap in un quadro di dipendenza dal finanziamento della Bce e di costi di raccolta elevati. Inoltre, la qualità del credito nel triennio 2013-2015 dovrebbe ancora peggiorare, con intensità e persistenza maggiori rispetto alla prima fase della crisi.
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