Credit Village: la riforma del credito per il 2016

Al centro della decima edizione del Credit Village Day, oltre alla rivoluzione FinTech, ci sono state le recenti modifiche sul recupero crediti. In particolare si è discusso di come la pubblica amministrazione può accelerare i tempi.

Credit village recupero credito

Sinergia tra pubblico e privato?

«La comunità pubblica italiana finora ha preferito fare recupero crediti insourcing, invece che affidarsi all’efficienza dei privati, per mantenere un grado di discrezionalità – afferma Oscar Giannino. Pensiamo soltanto alla cifra di crediti da riscuotere: secondo Equitalia siamo sui 500 miliardi di euro, ma secondo la Corte dei Conti la massa si riduce a 25 miliardi. Paradossalmente credo che il pubblico diffidi del privato proprio perché teme l’efficienza. Il rischio è che siano allora i giganti specializzati nella gestione dei crediti deteriorati bancari a irrompere sul mercato. Dunque le società di recupero crediti devono percorrere una strada di partnership».

Procedure più snelle per gli Enti locali

«I comuni hanno bisogno di strumenti più snelli per recuperare i piccoli crediti – commenta Andrea Ferri, Responsabile finanza locale dell’ANCI. Noi chiediamo da tempo una complessiva riorganizzazione dell’assetto della riscossione locale: il potenziamento della fase pre-coattiva è uno dei principali obiettivi. L’ANCI ha infatti espresso il proprio parere favorevole sul DDL».

Il recupero crediti in mano a terzi

«Alla gestione svolta da Equitalia si affiancano numerosi casi di truffe ai danni degli Enti locali – sottolinea Ovidio Marzaioli, Vice Segretario Generale Movimento Consumatori. Sono favorevole pertanto con un’iniziativa legislativa che apra il service della gestione crediti anche a soggetti terzi per rinnovare gli obblighi di trasparenza e qualità del servizio da parte dell’Ente locale».

Una nuova fase per le imprese Unirec

«Questa iniziativa legislativa – precisa Marco Pasini, Presidente di Unirec – è importante perché introduce strumenti innovativi per il recupero dei crediti della PA e per i nostri operatori, che possono avviare una nuova fase nel rapporto cittadino/debitore con un dialogo maggiore e soluzioni più sostenibili».
 

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