Entrare tra le prime 20 aziende IT, aumentare il fatturato del 10% e investire nei mercati emergenti. Sono alcuni dei punti salienti presentati nel piano industriale 2013-2015 di Corvallis che, in tre anni, mira a raggiungere 100 milioni di fatturato anche attraverso l’acquisizione di nuove società.
Nel 2012 il fatturato raggiunto dalla società padovana è stato pari a 62 milioni di euro (+10% rispetto al 2011) e, a poco più di un anno dall’operazione di management buy out che l’aveva vista uscire dal gruppo Infracom, Corvallis conta 600 risorse, 24 sedi operative e oltre 400 clienti tra settore bancario (42%), pubblica amministrazione (27%), assicurazioni (22%), industria e servizi (9%).
A sostegno del piano di sviluppo, nel marzo 2012, è entrata nel capitale sociale del Gruppo la NEM SGR, società di gestione del risparmio controllata da Nordest Merchant e facente parte del Gruppo Banca Popolare di Vicenza, che detiene il 43,5% delle azioni.
A inizio anno, inoltre, Corvallis è entrata nel capitale sociale di FDM Document Dynamics controllandone tramite Corvallis DM (Corvallis Document Management) il 91% delle azioni.
Il Document Management è solo uno dei settori IT su cui il Gruppo basa le sue strategie di crescita, oltre gli asset core storici. Outsourcing e customerizzazione dei servizi e la nuova IT (Big Data e Cloud computing, Smart Cities, Agenda Digitale) sono gli altri obiettivi di investimento. A tale scopo è stato creato Corvallis Lab, il centro interno di Ricerca e Sviluppo a cui viene destinato il 20% dell’EBITDA.
«Superata la crisi – commenta Antonio Santocono, Presidente del Gruppo Corvallis – ritornare a investire nell’IT diventerà necessario per un’impresa che voglia muoversi da protagonista nella competizione internazionale. Le aziende IT che avranno più successo saranno quelle capaci di passare da una logica di vendor a quella di partner, capace di comprendere, suggerire e sviluppare le opportunità di business».
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