
L’impatto economico del Covid-19 non sarà lo stesso per tutte le aziende. Un’analisi di modefinance ha preso in considerazione le conseguenze per il rating.
Chi è modefinance
Modefinance è un’agenzia di rating FinTech: ha utilizzato un campione rappresentativo di 187mila PMI italiane (fatturato tra i 2 e i 50 milioni di euro) in due possibili scenari futuri, uno moderatamente negativo, l’altro gravemente negativo.
La logica dietro i numeri (guida alla comprensione)
Una precisazione su dati e scenari. L’analisi prende in considerazione un aggregato per rating, senza valutare il settore di appartenenza, la singola impresa, le catene di fornitori. Il 60% del campione è nelle regioni del nord Italia, che nel momento in cui scriviamo sono le più colpite dalla crisi. Il primo scenario, quello moderatamente negativo, prevede un fatturato in contrazione del 4% per tutte le imprese e i settori, senza distinzione. Il secondo, quello gravemente negativo, prevede un calo del fatturato di almeno il 10% per tutti.
Più a rischio i rating "di mezzo"
La discriminante, in questa simulazione, è il rating. Perché se in generale la probabilità di default raddoppia nello scenario moderato e triplica in quello grave, la situazione è più eterogenea. Ma le imprese da tripla A possono superare praticamente indenni praticamente lo scenario più grave. A rischio c’è quel 65% di PMI italiane che si trovano nella fascia intermedia, tra BBB e B: sono le aziende che finora l’hanno sfangata, con una situazione economico-finanziaria finora equilibrata, anche se con margini compressi.
Da equilibrate a junk: da solvibili a non performing
Le classe B, in caso di scenario gravemente negativo, vedrebbero la loro probabilità di default triplicare, passando dallo 0,98% al 3,29%. Visto che l’attuale probabilità di default della classe CCC è del 2,38%, il rischio per queste “aziende di mezzo” è di scivolare verso lo speculative grade, anche in caso di scenario moderatamente negativo: da merito equilibrato a junk, il loro debito da solvibile potrebbe entrare in area non performing.
Ironicamente, la situazione è meno grave per le aziende con rating C e D: il loro rischio aumenterebbe ulteriormente, ma rischiose lo erano già prima. Tutto questo, è giusto ribadirlo in chiusura, come dato aggregato per rating e senza prendere in considerazione le caratteristiche della singola azienda e del settore in cui opera.