Un nuovo core per il digital banking

Il rinnovo del core banking non può più aspettare. Ascoltando sia le aziende che hanno partecipato al Focus sul core banking pubblicato sul numero di aprile 2016 sia le società estere che hanno analizzato questa necessità, l’evoluzione dei sistemi core delle banche non è più una opzione, ma una priorità da soddisfare. Certo, Roma non è stata costruita in un giorno e questa tipologia di interventi richiede budget, competenze e soprattutto tempo: ma molte banche europee sono consapevoli che non potranno rimandare oltre i 3 o 5 anni questi progetti.

Rinnovare il core banking per soddisfare la clientela

Perché ciò che spinge a questo rinnovamento non è solo la necessità di evolvere verso nuove tecnologie, sicuramente efficienti, ma è soprattutto la volontà di tenersi stretti i veri asset del mercato bancario: i clienti, consumatori ormai conquistati dalle abitudini digitali, che richiedono servizi rapidi e capaci di soddisfare appieno le loro esigenze, attraverso un modello bancario moderno, multicanale e capace di ingaggiare la clientela nella vita di ogni giorno. Una strategia che tutte le banche europee (89%, secondo la ricerca “Core surgery a necessity as banks lose faith in legacy systems” di Finextra Research) sentono il bisogno di seguire, con la consapevolezza però che i propri sistemi core non sono assolutamente in grado di soddisfare questa evoluzione.

Rischi e opportunità del rinnovamento CORE IT

Cosa frena questo rinnovamento, tuttavia, è noto: possibili rischi sulla continuità del business, costi di implementazione piuttosto alti e il rischio di un fallimento che porta naturalmente le banche a rimandare questo rinnovamento massivo dell’IT. Per questo motivo il finance sta seguendo una principale strategia nella revisione dei sistemi core, prediligendo a una trasformazione programmatica una modernizzazione a più fasi (scelta dal 71% delle banche retail europee leader, secondo la ricerca Attitudes to Core Banking Transformation in Europe di IBM). Con l’obiettivo di ottenere un core banking capace di soddisfare quattro punti chiave: “digitally fit”, ovvero agile e aperto a flussi di informazioni interni ed esterni, altamente automatizzato per efficientare i costi e scalabile, come in pay per use; rafforzato dal punto di vista analitico così da produrre e analizzare dati di qualità in real time; capace di fornire supporto nella definizione di offerte modulari per la clientela con pricing personalizzati; e infine, capace di adattarsi ai nuovi paradigmi, come l’API economy, abilitando l’interazione con i third party providers.

Un approccio step by step...

Le banche più innovative, e redditizie, hanno già compiuto qualche passo in avanti verso questa evoluzione dei sistemi core, abilitando sistemi di vendita e processi omnicanale, adottando strategie customer-centric e modelli analitici: elementi che sono abilitati proprio dai sistemi core della banca. Ma che ancora una volta mostrano come tutto il finance stia procedendo step by step nel modernizzare i propri sistemi core. In particolare, le banche europee, nella loro graduale trasformazione, partono dalle transazioni, creando piattaforme real time che permettono di abilitare un dialogo cross canale sui processi di pagamento con i relativi dati, e dalla dematerializzazione e digitalizzazione dei processi bancari. Si soddisfa anche quel “branchless core banking operating model”, così definito da Accenture, non del tutto estraneo al mondo bancario italiano, oggi alle prese con tagli di personale e di filiali e riduzione dei costi di back office che hanno già spinto le banche ad avviare progetti di digitalizzazione e dematerializzazione di una buona fetta dei processi. Ponendo quindi già delle basi per proseguire nell’evoluzione dei sistemi core.

...per una trasformazione graduale

Di certo, sono i fornitori bancari quelli che potranno dare una spinta maggiore a questa evoluzione. Ma anche loro dovranno adattare l’offerta alla strategia che la banca vuole seguire: ovvero, una trasformazione graduale, che abbia pochi impatti a livello di architetture e business continuity, per non parlare di costi. Una strada che, come appare nel Focus, è già stata ben compresa dai vendor, che si preparano a integrare passo per passo nuove soluzioni che dovrebbero rivoluzionare i sistemi legacy delle banche e traghettarle verso quella digital transformation che promette di far tornare il finance alla redditività.

L'articolo è stato pubblicato nel Focus del numero di aprile di AziendaBanca insieme agli interventi di Dedagroup, Cabel e Cedacri sul core banking

 

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