Conti correnti: meno spese per i giovani e per le nuove aperture

risparmio conto4,1 euro in meno, per una media di 103,8 euro: è questa la spesa che hanno sostenuto gli italiani per la gestione del loro conto corrente nel 2012, secondo l’indagine condotta da Banca d’Italia sull’onerosità dei conti correnti delle famiglie italiane. La gestione del conto diventa quindi meno cara, soprattutto se confrontata con il 2010, da cui si ricava uno scarto di 6,7 euro di media.

Meno commissioni e canoni ridotti
Nello specifico, si sono ridotte del 4,9% le spese fisse (per il 57,3% del totale dei conti analizzati), grazie alla riduzione dei canoni di base (-5,4%), e le commissioni corrisposte in caso di affidamenti e di scoperti di conto (a 14,7 euro, in diminuzione di 2,7 euro rispetto al 2011).

Vince l’operatività online
Le spese variabili (28,3% del totale) sono invece aumentate di 1,7 euro (per un importo medio complessivo di 29,4 euro), insieme al costo medio dei bonifici e alle commissioni per le operazioni condotte allo sportello, passate da una media di 1,5 euro a 1,8 euro (+20%), più onerose rispetto a quelle eseguite online (per i bonifici fino a 3,6 volte) e per questo condotte con meno frequenza dalla clientela (da 132,7 a 132,4). In contrazione, invece, le spese relative ai prelievi presso ATM e le spese di scrittura (scese nelle operazioni online dal 33,3% al 31,9% rispetto all’analoga operazione allo sportello).

Il costo dell’anzianità
Ancora una volta, i conti correnti aperti da più tempo sembrano essere i più costosi: per quelli aperti da uno e due anni la spesa (al netto degli utilizzi a debito) è pari, rispettivamente, a 64,1 euro e 70 euro (-24,8 euro e -18,9 euro rispetto alla media), mentre per i conti con almeno dieci anni di anzianità la spesa media fa un balzo fino ai 101,9 euro (13 euro in più rispetto alla media).

Il costo a misura di cliente
Il profilo del cliente può influenzare la spesa relativa al conto: tra i giovani si hanno gli importi più contenuti (pari a 59 euro), tenuto conto anche di una operatività ridotta, mentre quelli intestati alle famiglie hanno spese mediamente superiori (92,4 euro); valori intermedi, invece, per quanto riguarda i conti correnti intestati ai pensionati (75,1 euro) e quelli relativi ai “conti correnti semplici” (88,7 euro).

Nord e Sud, Banche e Bcc
Si è ridotta la differenza di spesa media tra le diverse area geografiche della clientela (da 11,6 euro a 6,5 euro), con un importo medio per conto corrente di 92,2 euro nel Nord Ovest e 85,7 euro nel Mezzogiorno. Inoltre, parte dello scarto deriva anche dalla tipologia di banca e nel 2012, come in passato, le spese medie segnalate dalle banche appartenenti ai primi 5 gruppi per dimensione del totale attivo (78,8 euro) sono inferiori a quelle riscontrate presso le Bcc (89,2 euro).

Banca versus Poste
Per quanto riguarda invece i conti correnti postali, la spesa media è diminuita di 3 euro, per un importo complessivo di 56,5 euro. Anche non tenendo conto degli oneri pagati sugli utilizzi a debito (pressoché assenti per i conti postali - poco più di 0,3 euro - contro 14,4 euro per quelli bancari), i conti correnti postali rimangono meno costosi rispetto ai corrispondenti prodotti bancari: la differenza è di 32,6 euro (31,1 nel 2011), ripartita tra spese fisse (18 euro) e variabili (14,6 euro).

Bancomat più costosi, ma meno costi di scrittura
I maggiori risparmi si riscontrano nelle “altre spese fisse” (10,8 euro) e nei canoni base e delle carte di credito (rispettivamente 3,7 euro e 4,9 euro); viceversa, la spesa per i canoni bancomat postali supera di 5,6 euro la corrispondente voce delle banche. Difatti, i clienti postali utilizzano saltuariamente i servizi ancillari (tenuta di dossier titoli 3,1% contro il 34,1% dei clienti bancari) e raramente dispongono di una carta di credito (10,3% contro 39,7%), di conseguenza, la frequenza di carte bancomat è decisamente più elevata tra i clienti postali, che dispongono, mediamente, di più di una carta a testa (107% contro 81,4%). Ciò che rende i conti correnti postali meno costosi, ad ogni modo, è la ridotta spesa di scritturazione, pari a 9,8 euro.

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