Covid-19: l’impatto su reddito, consumi e risparmio

Preoccupati per il futuro, sempre risparmiatori e più attenti ai consumi sostenibili. L’ECPR di Intrum fotografia gli italiani e gli europei dopo la prima ondata di Covid-19. Con qualche sorpresa.

Coronavirus consumi

Gli europei erano già in difficoltà finanziaria

Il Coronavirus ha trovato le famiglie europee già in una certa difficoltà. Già alla fine del 2019 la capacità di fare fronte ai pagamenti mantenendo il controllo delle proprie finanze degli europei non era splendente: il 45% del campione sosteneva che le bollette da pagare superavano il reddito disponibile, il 43% aveva “paura dell’impatto sulla propria salute dei costi crescenti della vita di ogni giorno”. Il 52% cercava di risparmiare il più possibile ogni mese.

Il 58% non è soddisfatto della capacità di risparmio...

Sei mesi dopo, il benessere finanziario degli europei è ulteriormente calato: lo dice il 48%. Il 58% non è soddisfatto della capacità di risparmio, +6% rispetto a dicembre 2019. La visione del futuro non è rosea: il 23% degli europei si aspetta che il proprio benessere aumenti nel prossimo semestre e in Italia la percentuale scende all’8%. 4 europei su 10 hanno avuto “conseguenze sulla posizione lavorativa” dopo il Covid-19: c’è meno reddito, quindi, soprattutto fra i 18 e i 37 anni, dove la percentuale cresce al 45%.

... ma gli italiani stanno piuttosto bene, tutto sommato

E qui i dati dell’Italia si fanno sorprendenti: il 33% dichiara che non ha avuto alcuna riduzione del reddito dal Coronavirus e il 16% la stima in meno del 10%. Solo l’11% degli italiani ha visto una riduzione del reddito tra il 21% e il 30%. Per il 35% il livello di benessere finanziario è esattamente lo stesso di sei mesi fa, il 37% dichiara una piccola decrescita e il 17% dichiara che è calato sensibilmente. Per il futuro solo 8% degli italiani dichiara che il proprio benessere migliorerà mentre il 35% dichiara che non vi sarà un cambiamento.

Il 77% risparmia mensilmente

L’ 87% degli italiani non ha preso a prestito dei soldi, o superato il tetto della carta di credito, per pagare i conti. Il 77% del campione italiano risparmia mensilmente (era l’84% nel 2019 e il 54% nel 2018) e di questi il 33% risparmia fra l’11% e il 20% e il 57% risparmia fra il 5% e 10% (nel 2019 erano il 27%). Un quarto degli italiani (23%) non risparmia (erano il 16% nel 2019) ma i livelli di risparmio all’epoca del Covid-19 non si discostano molto da quelli del 2019.

I nuovi consumi: essenziali, online, sostenibili

Diverso l’impatto sui consumi: il 76% si focalizzerà solo nell’acquisto di beni essenziali e il 44% continuerà a fare acquisti online anche quando le restrizioni del Covid-19 cesseranno mentre il 21% non lo farà. Il 32% degli italiani intervistati ha comunque aumentato i risparmi di breve termine riducendo lo spending finanziario. Il 65% è più cosciente dell’origine dei prodotti che acquista e il 73% è più propenso ad acquistare prodotti locali piuttosto che prodotti provenienti dall’esterno. Il 59% degli intervistati concorda sul fatto che il Covid-19 gli ha fatto prendere coscienza dei temi legati alla sostenibilità e pertanto acquista prodotti di natura etica (erano il 53% nel 2019).

 

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