Anche i Confidi guardano al FinTech

Nell'ultimo biennio, il 77% dei Consorzi Fidi maggiori ha già attivato progetti in ambito FinTech e l'84,6% ne programma almeno uno nel prossimo futuro.

FinTech confidi

In uno scenario in cui gli investimenti globali nello sviluppo e implementazione di soluzioni FinTech hanno abbondantemente superato i 100 miliardi di dollari, anche i Confidi si stanno focalizzando su nuove soluzioni in grado di migliorare concretamente i processi verso i propri clienti finali così come verso le aziende di credito. A questo riguardo, da una indagine recentemente svolta da CRIF in collaborazione con il professor Lorenzo Gai dell’Università degli Studi di Firenze - su un campione rappresentativo di Confidi maggiori che complessivamente detengono uno stock di circa 4,8 miliardi di euro di garanzie alle PMI domestiche - è emerso che nel corso dell’ultimo biennio il posizionamento in ambito FinTech dei Confidi maggiori è risultato particolarmente sentito a livello strategico. Del resto, in una fase caratterizzata da forti cambiamenti sia delle tecnologie sia del business principale all’interno del comparto, gli operatori sono spinti sempre di più verso una decisa diversificazione delle proprie attività, integrando strumenti di intelligenza artificiale per la valutazione delle imprese e facendo evolvere la customer experience dei propri soci offrendo anche servizi altamente innovativi relativi, ad esempio, all’accesso alla finanza agevolata, all’internazionalizzazione delle imprese o, ancora, alla consulenza per la gestione finanziaria. Nello specifico, l’obiettivo dell’indagine è stato quello di verificare se i Confidi abbiano o meno percezione e consapevolezza dell’innovazione e delle nuove tecnologie in ambito finanziario come elementi in grado di incidere concretamente sul loro business attuale e prospettico e di comprendere e valutare come tale variabile sia stata affrontata e gestita.

I Confidi sono già attivi

A conferma del fatto che anche per i Confidi, così come per tutti gli altri operatori finanziari, il percorso verso un nuovo approccio al cliente è ormai tracciato e che innovazione e nuove tecnologie sono destinate a giocare un ruolo sempre più cruciale, il 77% dei Confidi maggiori partecipanti alla survey ha confermato di aver già avviato almeno due progetti in ambito FinTech, mentre solamente il 7,7% ha dichiarato di non essersi ancora attivato. Inoltre, sebbene lo stato di avanzamento di tali attività sia sostanzialmente diversificato, una buona parte di esse risulta essere stata completata o in stato avanzato di completamento. Al contempo, solo il 15,4% dei Confidi non prevede di avviare nuovi progetti FinTech nel prossimo futuro, mentre il restante 84,6% ha in programma di attivarne almeno uno. Lo studio ha anche messo in evidenza che i principali ambiti su cui si concentrano i progetti FinTech dei Confidi maggiori riguardano il business prevalente o direttamente ricollegabile ad esso, tra cui la gestione delle garanzie, la consulenza, il credito diretto e la valutazione del rischio.

Confidi progetti fintech dic20

È interessante però notare che quasi il 20% delle attività riguarda ambiti nuovi e ad alto contenuto innovativo, come crowdfunding, social lending, sistemi di pagamento e minibond. In particolare, il 78% dei progetti avviati dai Confidi intervistati si rivolgono alle imprese clienti, mentre il 22% è dedicato alla relazione con le banche. Invece, dalla survey non risultano attivi progetti dedicati alla Pubblica Amministrazione. Entrando maggiormente nel dettaglio, a livello tecnologico prevalgono attività che puntano a digitalizzare il legame con tali segmenti attraverso la firma digitale (28,2% del totale), il cloud e le API (entrambi al 20,5%).  Analizzando, infine, il rapporto tra costi e ricavi attesi, la ricerca ha messo in evidenza come questo si dimostri positivo: infatti, mentre oltre il 90% dei Confidi riporta costi progettuali ed implementativi compresi entro i 100.000 euro, circa il 70% ha ricavi attesi che superano questa cifra.

Confidi fintech 2020 1

Le funzioni coinvolte

Dal punto di vista organizzativo e delle responsabilità nell’ideazione e nella realizzazione dei progetti legati all’ambito FinTech, l’indagine ha rilevato una mancanza di univocità delle strategie all’interno dei Confidi. Per il 22,6% del campione, la responsabilità ricade nella sfera dell’organizzazione aziendale, mentre per il 18,9% il ruolo di guida è assunto direttamente dalla Direzione generale. Seguono con il 17% la funzione IT, il Risk management e la Compliance, entrambe con il 13,2%. Inoltre, la netta maggioranza dei progetti (il 78,6% del totale, per la precisione) vede il coinvolgimento di partner terzi per attività di consulenza e IT.

Confidi fintech ricavi attesi dic20

Quali vincoli allo sviluppo di progetti FinTech

Tra i principali vincoli alla piena diffusione del FinTech, i Confidi maggiori indicano al primo posto, all’incirca nel 40% dei casi, l’incertezza del quadro normativo, seguita dagli alti costi di implementazione, mentre la difficoltà nel prevedere i flussi di cassa futuri e l’assenza di un partner IT sono percepiti come meno problematici.

Uno sguardo alle previsioni future evidenzia che il 36% Confidi intervistati attendono un’ulteriore evoluzione in termini di ampliamento dei segmenti di clientela e business coinvolti dal FinTech anche grazie all’introduzione di nuove tecnologie, come firma digitale, API, cloud, big data e IA. Meno percepito è il rischio di maggiore concorrenza, sia da parte di operatori non finanziari (indicati dal 20% del totale), sia di player dello stesso settore di business (8%).  Infine, la combinazione tra l’inizio di nuovi progetti e l’entrata in attività di quelli in corso potranno portare ad un incremento di ricavi che per circa il 70% dei casi è stimato dai Confidi in oltre 100.000 euro annui.

Questo articolo è stato pubblicato sul numero di dicembre 2020 di AziendaBanca.

 

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