Nel 2014 la ripresa e la crescita del mercato delle commodity sarà trainata dai mercati emergenti. Si assisterà a un aumento del consumo delle materie prime, in particolare quelle energetiche, sostenuto da una forte domanda proveniente dalla Cina, mentre gli Stati Uniti continueranno a inviare segnali positivi. Sono questi i punti principali su cui si è articolata la Commodity Investment Conference 2014 di ETF Securities.
MATERIE PRIME - In linea con le previsioni rilasciate dal Fondo Monetario Internazionale e dall’Ocse, ETF Securities guarda al mondo delle materie prime con ottimismo, soprattutto per quanto riguarda le commodities più cicliche, legate alla produzione industriale e all’indice manifatturiero. «Nel 2014 ci sarà una ripresa e una crescita nel settore delle materie prime, trainata dai Paesi emergenti che stanno vivendo un periodo di ascesa del loro PIL pro capite – afferma Simona Gambarini, Associate Director, Research ETF Securities. Aumenterà anche il consumo delle commodities, in particolare per quanto riguarda quelle legate al settore energetico, e i metalli industriali, come platino, palladio, argento, nichel, rame e piombo, commodities cicliche che potranno performare grazie al traino della Cina, grande consumatore di questi metalli, e degli Stati Uniti». Inoltre, come sottolineato da ETF Securities, nell’ultimo anno le materie prime si stanno disaccoppiando dalle altri classi di investimento, offrendo ottime possibilità di diversificazione del portafoglio di investimento.
CAMBI - «Che si adotti una posizione long o short su uno dei due cambi offerti dagli ETC sulle valute i rendimenti saranno positivi», commenta Gambarini. Perché i cambi, negoziati in coppie, offrono sempre un rendimento positivo su una delle due valute e, la loro bassa correlazione con le altre categorie di investimento potrebbe offrire dei benefici di diversificazione.
COMMODITY CURRENCIES – Anche se storicamente le commodity currencies performano meglio durante i periodi di ripresa economica, quest’anno potrebbe non verificarsi la stessa dinamica, secondo ETF Securities, pesantemente influenzate dalle prossime decisioni delle Banche Centrali. «Di certo, lo USD è la commodity currency per eccellenza – conferma Gambarini. La maggior parte delle materie prime sono prezzate in dollari americani e hanno storicamente mostrato di essere negativamente correlate con il USD. Tuttavia, l’attuale forza del USD è guidata dalla forte ripresa dell’economia statunitense che sta allo stesso tempo sostenendo anche il prezzo delle materie prime più cicliche, essendo uno dei maggiori consumatori. Tuttavia, il prezzo dell’oro e lo USD rimangono inversamente correlati e, quindi, a seguito del tapering da parte della Fed, con un apprezzamento del dollaro americano si potrebbe assistere a un crollo, invece, dell’oro, nonostante la possibile crescita della domanda». Non solo, quasi nessuna commodity currencies nel 2014 potrà ottenere performance positive rispetto al dollaro americano, mentre nei confronti dell’Euro, fortemente sotto pressione, si assisterà a una dinamica opposta.
UNO SGUARDO AI BRICS - Per i BRICS e dintorni si prospetta un periodo di crescita, anche se in modo più contenuto. «Il loro tasso medio di crescita rallenterà attorno al 2-3% – sostiene Dominick Salvatore, Presidente di facoltà, Direttore del dottorato e ordinario in economia della Fordham University. La Cina continuerà a crescere ma, a differenza di quanto previsto dall’Ocse (ovvero una crescita tra l’8-10%, ndr), si tratterà di un più mite 6-7% di crescita in 5 anni, mentre per l’India si aggirerà attorno al 3-4%».