È il momento per il journey to cloud

IBM Utili Marco

Il banking e il cloud sono finalmente pronti l’uno per l’altro. Come ci racconta Marco Utili, Vice President Banking and Financial Markets di IBM Italia.

Se IBM ha schierato persone, competenze, soluzioni e asset fisici è perché è giunto il momento, per banche e assicurazioni, di guardare al cloud per sviluppare servizi innovativi in modo sicuro, scalabile e compliant alle regole.

Domanda. Inizialmente, banche e assicurazioni sono state prudenti nel guardare al cloud. Oggi, invece, il cloud sembra ispirare maggiore fiducia. Che cosa è cambiato?
Risposta. La prudenza dei primi anni, forse, era giustificata e ha portato prevalentemente a sperimentare. Oggi la fiducia è aumentata perchè la tecnologia è certamente più matura. Ma se le banche guardano al cloud con interesse è anche perché il contesto competitivo e di mercato impone di modernizzare i processi e le applicazioni, per trasformare i prodotti e i servizi da fornire alla clientela finale.

D. Nel contesto competitivo troviamo anche neobanche, challenger bank, FinTech e InsurTech che stanno guidando la disruption. Tutte realtà nativamente digitali.
R. E, quindi, nativamente in cloud. Il cloud permette a questi nuovi competitor di entrare nel settore dei pagamenti e nel banking con un’offerta molto innovativa, efficiente e scalabile. Mettendo in difficoltà il livello di marginalità delle banche. Ma il cloud è coinvolto nella disruption anche a un livello più profondo.

D. Cioè?
R. La trasformazione in corso è guidata da tecnologie esponenziali che tutti conosciamo: intelligenza artificiale, blockchain, evoluzione dei device, internet of things, solo per nominarne alcune. Sono tutte tecnologie che vengono utilizzate dai nuovi player. E sono tutte nativamente abilitate dal cloud. Se la banca vuole continuare a essere competitiva deve guardare a queste tecnologie. E per farlo deve avvicinarsi al cloud.

D. Abbiamo detto che se banche e assicurazioni guardano oggi con interesse al cloud è anche perché la tecnologia è diventata più matura. Che cosa è cambiato?
R. Come IBM, abbiamo sempre lavorato avendo l’obiettivo di arrivare a un cloud che fosse un vettore tecnologico per raggiungere gli obiettivi della banca. E oggi, indipendentemente dal fatto che si parli di public, hybrid o private, il cloud di IBM è prima di tutto di livello enterprise. Capace cioè di offrire un servizio in linea con le esigenze delle grandi imprese strategiche, garantendo scalabilità, sicurezza e apertura.

D. E in che modo questo cloud permette a banche e compagnie assicurative di competere con i nuovi player?
R. Facendo leva sul loro principale vantaggio, cioè la conoscenza del cliente. Non solo la relazione personale, ma soprattutto l’enorme quantità di dati core che, grazie a modelli previsionali, permettono di profilare il cliente, ad esempio per propensione o avversione al rischio, oppure per capacità di spesa. Grazie ai dati e alla fiducia che i clienti continuano ad avere rispetto alle istituzioni bancarie, le banche hanno gli strumenti per sviluppare nuovi modelli di business e di servizio. E in questo dobbiamo distinguere tra due ambiti: la modernizzazione dei legacy e l’evoluzione dei servizi alla clientela.

D. Iniziamo dai sistemi legacy, che per le banche sono un tema storico.
R. I sistemi tradizionali, chiamati anche legacy, non vengono abbandonati anche perché spesso le soluzioni alternative non erano e non sono ancora in grado di offrire i medesimi livelli di qualità del servizio e di performance. Oggi dobbiamo chiederci come modernizzare questi sistemi in un’ottica di banca aperta, in cui le informazioni vengono ottenute in modo open e standard. L’hybrid cloud permette di beneficiare sia del cloud sia della solidità e dell’affidabilità di soluzioni tradizionali. Offriamo alle banche servizi di consulenza e strumenti per modernizzare le applicazioni tradizionali, con veri e propri assessment che valutano per ogni applicazione sia la maturità sia la prontezza, la readiness, a essere portata in cloud. Per ogni azienda va costruito un journey to cloud personalizzato in base alle applicazioni che possono essere rese più aperte e accessibili.

D. Restando ancora sulla modernizzazione dei sistemi, si parla da sempre di rinnovamento dei sistemi di core banking. Come può aiutare il cloud?
R. Io direi che dobbiamo far evolvere il core: con soluzioni cloud on premise il journey to cloud della banca può riguardare anche le applicazioni tradizionali. Grazie all’acquisizione di Red Hat abbiamo perfezionato le soluzioni SW con un preciso lavoro di pacchettizzazione per dare ai clienti un modo facile e sicuro per rivedere le applicazioni di business e farle diventare cloud, mediante l’utilizzo di container, per poi portarle in varie dimensioni: on premise, private o public cloud. Queste soluzioni SW chiamate Cloud Paks, che si basano su Open Shift di Red Hat, ci permettono di anche co-realizzare insieme ai clienti dei minimum viable product da mettere rapidamente in produzione. E lo facciamo nell’IBM Garage  grazie a un team di sviluppatori e data scientist che lavorano assieme ai nostri clienti.

D. In questo possono aiutare anche le API, ormai un tema noto in banca dopo la PSD2?
R. Molte banche stanno lavorando con noi sull’esposizione a modelli di servizio del loro sistema core, tipicamente su mainframe. Anche noi stiamo investendo per rendere il mainframe sempre più aperto alle API e alla possibilità di avere container con Open Shift su IBM z15.

D. E per quanto riguarda, invece, l’innovazione dei servizi alla clientela?
R. Qui un primo livello riguarda il miglioramento della customer experience: pensiamo a quanto intelligenza artificiale e modelli predittivi possono cambiare la relazione con il cliente. Ma il potenziale maggiore sta nel secondo livello, quello dell’ecosistema con terze parti. Oggi tutte le aziende guardano a questo modello, anche banche e assicurazioni pur operando in mercati fortemente regolamentati.

D. Come si lavora sul rispetto della compliance in un ambito così innovativo?
R. Con soluzioni cloud che aiutino le banche a fare ecosistema nell’IBM Public Cloud. Abbiamo annunciato una collaborazione con Bank of America per permettere alle banche di realizzare un marketplace tecnologico, una piattaforma arricchita da terze parti: un lavoro congiunto in cui è coinvolta anche Promontory, società del Gruppo IBM, che garantisce il controllo sul rispetto di standard, normative e cybersecurity. In Europa abbiamo sviluppato un “EBA Cloud Compliance Certificate” al fine di adempiere alle linee guida dettate da EBA: chi utilizza IBM Cloud è quindi enormemente aiutato nel rispetto di questa normativa.

 

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