Tre Chief Information Security Officers (CISO) su cinque non applica le patch ma il 75% ritiene che gli strumenti di sicurezza adottati siano estremamente efficienti. Tuttavia, lo scorso anno Heartbleed è stato il punto di riferimento tra le vulnerabilità e ancora oggi il 56% di tutte le versioni OpenSSL installate sono vecchie di quattro anni: il divario si fa sempre più ampio, quindi, tra la percezione che le aziende hanno della propria sicurezza informativa e la realtà, secondo i risultati del Cisco Security Capabilities Benchmark Study.
Come agire in sicurezza
Insomma, è tempo che il top management abbia un ruolo attivo nella definizione delle priorità e delle aspettative di sicurezza. Il “Security Manifesto” di Cisco, un insieme formale di criteri di protezione come base per ottenere sicurezza, può aiutare il top management, i team di sicurezza e gli utenti di un’organizzazione a capire meglio e rispondere alle numerose sfide che minano la sicurezza informatica. I principali criteri sono: 1. La sicurezza deve supportare il business; 2. La sicurezza deve operare con l’architettura esistente – ed essere utilizzabile; 3. La sicurezza deve essere trasparente e informativa; 4. La sicurezza deve dare visibilità e permettere l’azione appropriata; 5. La sicurezza deve essere vista come “un problema delle persone”.
Gli attacchi del 2014
D’altronde, i criminali informatici stanno perfezionando le loro tattiche, adattando tecniche per condurre attacchi informatici difficili da individuare e analizzare. I tre trend principali dell’anno scorso individuati da Cisco sono:
- Spam Snowshoe: è tra i metodi di attacco preferiti e con cui il criminale informatico invia un ridotto volume di spam a un’elevata serie di indirizzi IP per evitare il rilevamento, creando un’opportunità per sfruttare in diversi modi gli account compromessi.
- Exploit Web “nascosti” in bella vista: gli exploit kit, ampiamente utilizzati, vengono debellati dalle aziende in breve tempo. Per questo motivo i criminali informatici utilizzano kit meno conosciuti per condurre i propri attacchi con successo - un modello di business sostenibile poiché non attira troppo l’attenzione.
- Combinazioni dannose: Flash e JavaScript non sono mai stati di per sé sicuri ma con le innovazioni nel rilevamento e la difesa i criminali informatici si sono adattati portando avanti exploit che combinano le debolezze di entrambi. Con la condivisione degli exploit tramite due diversi file - uno Flash e uno JavaScript - diventa più difficile per i dispositivi di sicurezza individuare e bloccare gli exploit e analizzarli con strumenti di ingegneria inversa (reverse engineering).
Il ruolo degli utenti
E poi ci sono gli utenti: non solo bersagli, ma inconsapevolmente anche capaci di favorire gli attacchi informatici. Nel 2014 i criminali informatici non si sono più focalizzati sulla compromissione di server e sistemi operativi ma hanno tentato di sfruttare l’utente mentre utilizzava il browser e la posta elettronica. Gli utenti che scaricavano da siti compromessi hanno contribuito a un aumento del 228% degli attacchi a Silverlight oltre a un aumento del 250% dello spam e degli exploit malvertising.
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