Addio alle Stanze di compensazione

Addio alle Stanze di compensazione

Con il passare del tempo le cose cambiamo, la tecnologia avanza ed anche il mondo bancario si adegua alle novità.

Fin qui nulla di nuovo, anzi, pura, normalità. Tuttavia a volte l’abitudine al vecchio che sta per diventare nuovo, provoca emozioni, e forse anche una buona dose di nostalgia, nell’animo dell’uomo di banca.

Così, la notizia che, dal prossimo primo di aprile (e non è un pesce), la Banca d'Italia chiuderà le mitiche Stanze di compensazione suscita una strana sensazione specie per quei molti che ogni mattina, armati di valigetta e fogli contabili, si recavano fisicamente in questi luoghi.

Dalla Stanza di compensazione alla CIT

La Stanza di compensazione è (era) il luogo deputato allo scambio materiale di assegni tra le banche e la loro chiusura va a completare il progetto che consente agli intermediari di presentare al pagamento gli assegni trasmettendo un'immagine digitalizzata.

Così una volta versato in banca, il sempre presente assegno cartaceo si smaterializza e diventa un documento digitale.

Ecco servita la famigerata CIT (Check Image Truncation), che segna il trionfo dell’assegno digitale, riducendo anche i rischi operativi legati al suo scambio materiale e relativa lavorazione manuale.

I vantaggi della CIT

Se poco o niente è cambiato per i clienti che continueranno a emettere e scambiarsi assegni cartacei, molto è cambiato per le banche che dallo scorso anno hanno dovuto utilizzare la CIT quale unica procedura possibile per il pagamento degli assegni.

Banca d’Italia, nel diffondere la notizia circa la chiusura delle Stanze di compensazione ha evidenziato che la realizzazione del progetto di trasmissione digitale degli assegni ha promosso l'efficienza e l'economicità nel sistema dei pagamenti al dettaglio riducendo i costi per gli intermediari.

Naturalmente il regolamento interbancario degli assegni, ora digitalizzati, continuerà ad avvenire tramite procedure elettroniche che alimentano il sistema di compensazione gestito dalla Banca d'Italia, la quale su istanza degli intermediari, continuerà a rilasciare dichiarazioni sostitutive del protesto sugli assegni digitalizzati.
 
Per i nostalgici delle Stanze di compensazione non resta che dedicarsi a qualche lettura di William Stanley Jevons, autore del libro “La moneta e il meccanismo dello scambio”, del 1876 o affidarsi ai racconti di che le viveva quotidianamente.

Addio, care vecchie Stanze!
 

La Rivista

Marzo 2026

IL RITORNO DELLA FILIALE

Perché il presidio territoriale è di nuovo una priorità

Tutti gli altri numeri