Terzo posto al finance per numero di minacce informatiche rilevate. Un monito per gli istituti di credito di tutto il mondo, non solo italiani, colpiti in particolar modo da fenomeni di perdita di dati, a volte anche causati inconsapevolmente dai dipendenti delle stesse aziende. L’analisi raccolta nella terza edizione del Security Report 2015 di Check Point.
Malware in continua crescita
Il report si basa su una ricerca collaborativa con 1.300 aziende e sull’analisi approfondita di oltre 300mila ore di traffico monitorato in rete attraverso 16mila gateway e un milione di smartphone. Tra i risultati più significativi, la crescita esponenziale di malware noto e sconosciuto: 106 malware sconosciuti hanno colpito ogni ora le aziende esaminate, 48 volte in più rispetto ai 2,2 download all’ora rilevati nel 2013. Peggiore la minaccia del malware zero-day, creato da zero per sfruttare le vulnerabilità nelle applicazioni software di cui i produttori non sono ancora consapevoli. I criminali informatici continuano inoltre a utilizzare i bot per amplificare e accelerare la diffusione del malware: l’83% delle aziende prese in esame è stata infatti infettata da bot nel 2014.
Il rischio BYOD continua
I device mobili sono il più grande punto di vulnerabilità per le aziende, secondo il Report di Check Point: per una organizzazione con più di 2mila device mobili nella propria rete c’è una probabilità del 50% che almeno sei di questi siano infettati e siano l’obiettivo di un attacco mirato. Inoltre, il 72% dei responsabili IT vede come una grande sfida la messa in sicurezza delle informazioni aziendali che veicolano tramite dispositivi mobile, mentre per il 67% la seconda sfida è gestire questi device, dove sono presenti informazioni aziendali e personali.
File sharing: applicazioni ad alto rischio
Il 96% delle aziende monitorate da Check Point ha utilizzato almeno una applicazione ad alto rischio nel 2014, con una crescita del 10% rispetto allo scorso anno. Ogni ora, inoltre, avvengono 12,7 eventi ad alto rischio, che rappresentano altrettante opportunità per i criminali informatici di accedere alle reti aziendali.
Perdita di dati: il problema più sentito
L’81% delle organizzazioni ha subito perdite di dati nel 2014, con una crescita del 41% rispetto al 2013. I dati possono uscire dall’azienda non solo per un attacco hacker mirato ma anche diversi motivi, gran parte dei quali riconducibili ad azioni di dipendenti attuali e passati: per questo motivo anche se buona parte delle azioni di sicurezza si concentrano sulla prevenzione di intrusioni nel sistema dell’esterno, è molto importante assicurarsi che i dati non fuoriescano per via di azioni di dipendenti.
«I criminali informatici sono particolarmente sofisticati e assolutamente spietati: sfruttano le debolezze delle reti considerando ogni livello di sicurezza come un invito a penetrare nel sistema – afferma Roberto Pozzi, Regional Director Southern Europe di Check Point Software. Per proteggersi i responsabili della sicurezza devono conoscere la natura degli attacchi e quale sia il loro potenziale impatto sulle reti. Solo armandosi di conoscenza e di solide soluzioni di sicurezza, le organizzazioni possono proteggersi contro minacce sempre più evolute. Rendendo la sicurezza un elemento fondamentale nella strategia aziendale è possibile farne uno strumento di produttività, innovazione e maggiori prestazioni».
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