Ritardi e mancati pagamenti. A fine 2013 si inverte il trend

tempo denaroMeno protesti, ritardi e mancati pagamenti. Nel terzo trimestre del 2013 sembra essersi finalmente invertito un trend negativo che proseguiva oramai da anni, secondo i dati raccolti da Cerved Group. E le protagoniste di questa nuova dinamica virtuosa sono soprattutto le imprese individuali.

SI INVERTE IL TREND NEGATIVO – Tra luglio e settembre 2013, infatti, sono diminuiti sia i protesti (pari a 196mila) sia le aziende protestate (più di 62mila): rispettivamente, il calo è stato del 7,2% e del 6% in relazione a quanto osservato nello stesso trimestre dell’anno precedente.

IMPRESE INDIVIDUALI PIU’ VIRTUOSE - Il miglioramento è da attribuire principalmente al calo registrato presso le imprese individuali: nel terzo trimestre 2013 le società protestate ammontavano a 41mila, in decrescita dell’8,5%. Per le altre forme giuridiche il miglioramento, invece, è risultato meno marcato, ma comunque importante, poiché si è finalmente interrotto un trend negativo in atto dal terzo trimestre 2011: si è osservata infatti, una diminuzione del numero dei soggetti protestati dello 0,9% e della numerosità dei titoli contestati del 4,5%.

SETTORE PER SETTORE - «Nel caso delle società i dati indicano che si è interrotta la lunga striscia negativa dell’edilizia: dopo otto trimestri consecutivi di aumento del fenomeno – afferma Gianandrea De Bernardis, Amministratore Delegato di Cerved Group –, il numero di aziende protestate cala dell’1,2% su base annua. Nell’industria, la situazione risulta stabile, nel terziario si osserva un aumento del 2% mentre negli altri settori (energia, utilities e agricoltura) il miglioramento è con tassi a due cifre, -13%».

LA RIPRESA PARTE DAL NORD-OVEST - Dal punto di vista territoriale il miglioramento non riguarda tutta la penisola: a trainare questa inversione di marcia è il Nord Ovest, -5,5%, grazie alla forte diminuzione registrata in Lombardia (-8,9%), seguito dal Centro (-4,7%). Mentre è ancora in crescita, e a ritmi sostenuti, il numero di società protestate nel Nord Est (+10,4%) e nel Mezzogiorno e nelle Isole (+1,3%), aree in cui la diffusione del fenomeno è su livelli molto critici.

DIMINUISCONO I MANCATI PAGAMENTI - Il miglioramento sui protesti è stato accompagnato anche da un altro dato positivo, ovvero la diminuzione del valore dei mancati pagamenti, un indicatore ottenuto da Payline (il database di Cerved Group che raccoglie le abitudini nelle transazioni commerciali di oltre 2 milioni di aziende): nel terzo trimestre dello scorso anno, infatti, non è stato saldato il 31,7% del valore delle fatture in scadenza, un dato inferiore di più di un punto percentuale rispetto allo stesso periodo del 2012. Inoltre, questo progresso è da collegare alla forte riduzione delle fatture con pagamento immediato rispetto alla consegna della merce: in un anno, il valore non saldato su queste fatture si è ridotto di oltre 7 punti percentuale, passando dal 43,6% al 36,4%.

«Si tratta di un fenomeno che interessa soprattutto le imprese di dimensione minore – conclude De Bernardis –, quelle con meno potere negoziale che più spesso devono accettare pagamenti immediati, spesso in contanti: in un anno il valore non saldato di queste fatture è diminuito di nove punti percentuali per le microaziende con ricavi inferiori a 2 milioni di euro (da 41,7% a 32,7%), di quasi tre punti per le piccole nella fascia 2-10 milioni di euro, mentre è risultato in aumento tra le imprese medio- grandi».

SI INCASSA IN 77 GIORNI - In riduzione anche i tempi di incasso delle fatture: le imprese hanno pagato, mediamente, in 77,7 giorni, ovvero 3,5 giorni prima rispetto a quanto avvenuto nel corrispondente trimestre del 2012, grazie a una contrazione dei tempi medi concordati tra cliente e fornitore (pari a 17,7 giorni).

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