Oggi c’è una domanda crescente di salute, assistenza, previdenza per avere la sicurezza di un futuro lungo e in buone condizioni. A questa richiesta risponde la "White Economy", cioè la filiera delle attività sia pubbliche sia private riconducibili alla cura e al benessere delle persone che ha raggiunto un valore di 290 miliardi di euro, corrispondente al 9,4% della produzione complessiva nazionale, secondo i dati di Censis e Unipol.
2,8 milioni di addetti per la White Economy
Sono 2,8 milioni gli addetti che operano in maniera diretta nei suoi diversi comparti. A questi vanno aggiunti i posti di lavoro che si generano “a monte” e “a valle” come indotto delle attività considerate, che innalzano il numero degli addetti totali a 3,8 milioni, pari al 16,5% degli occupati del Paese. Inoltre, ogni 100 euro spesi o investiti nella White Economy attivano 158 euro di reddito aggiuntivo nel sistema economico.
Il welfare pubblico e le sue (poche) risposte
Tuttavia, l’Italia è divisa in due nell’accesso alle prestazioni socio-sanitarie. Negli anni della crisi, tra il 2007 e il 2014, la spesa sanitaria pubblica è diminuita del 3,4% in termini reali. E oggi sono meno del 20% gli italiani che affermano di trovare nel welfare pubblico una piena risposta ai loro bisogni.
La spesa privata è ancora marginale
D’altronde, la spesa sanitaria pubblica è pari al 6,8% del PIL del Paese, un valore più basso di quello di Francia (8,6%), Germania (8,4%) e Regno Unito (7,3%). La spesa sanitaria privata ammonta invece al 2% del PIL, un valore inferiore alla media dei Paesi Ocse (2,4%) e al dato di tutti i Paesi europei più avanzati, mentre la quota di spesa privata intermediata da soggetti economici specializzati, come le compagnie assicurative, è pari oggi al 18% del totale della spesa sanitaria privata.
Nell’assistenza prevale il fai-da-te
Sono più di 3 milioni le persone che soffrono di difficoltà funzionali gravi. La spesa pubblica per l’assistenza è in fase calante dal 2010, pure a fronte di una domanda crescente. In valore pro-capite della spesa è pari a 400 euro l’anno, un dato inferiore alla media europea. Di fronte al ritardo nella progettazione di sistemi di long term care centrati su soluzioni diverse dall’ospedalizzazione e a causa delle difficoltà economiche che limitano il ricorso a soluzioni residenziali, gli italiani scelgono anche in questo caso un modello del tutto spontaneo e a elevata molecolarità, basato sul reclutamento diretto delle badanti.
I numeri della previdenza complementare
La previdenza complementare è indispensabile, ma pochi lo sanno: nell’ultimo decennio il numero di adesioni alla previdenza complementare è più che raddoppiato, passando da poco meno di 3 milioni di iscritti nel 2005 agli attuali 6,5 milioni, ma si tratta di numeri ancora marginali.
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