
Il bilancio consolidato della holding del Gruppo Bancario, costituito ufficialmente il 1 gennaio di quest’anno, ha registrato un utile netto di 97 milioni di euro mentre il Cet1 ratio si è attestato al 49,47%. Il patrimonio netto consolidato di Cassa Centrale Banca con le società controllate (Claris Leasing, CCRES, CSI, Centrale Casa, Assicura Group, NEAM, Phoenix, Cesve, IBT, SBA, Prestipay, CSD) ha sfiorato quota 1,2 miliardi di Euro.
Cassa Centrale Banca, considerata da sola, ha archiviato un 2018 con un utile netto di 31 milioni di euro, in crescita del 57% rispetto al 2017, dopo aver sostenuto rilevanti costi per la costituzione del Gruppo. L’attivo raggiunge 6,85 miliardi di euro e il patrimonio netto sfiora 1,1 miliardi di euro.
«Questi risultati rappresentano un ulteriore stimolo a proseguire con il percorso strategico intrapreso», ha dichiarato Giorgio Fracalossi, Presidente di Cassa Centrale. «Efficienza, capacità di fare impresa e condivisione con le nostre BCC-CR-Raika dei valori fondanti del credito cooperativo, sono i principi alla base del nostro progetto. In quest’ottica si è da poco concluso il primo ciclo delle assemblee territoriali che ci permetteranno periodicamente di dialogare con le banche del Gruppo nei loro territori con l’obiettivo di garantire il coordinamento infragruppo, la condivisione strategico-operativa e il perseguimento delle finalità mutualistiche».
Con l’autunno dovrebbe poi arrivare l’atteso aggiornamento del piano industriale, di cui viene confermato l’orizzonte temporale al 2021. Decisamente esclusa invece ogni ipotesi di quotazione.
«Stiamo valutando una forte riorganizzazione industriale da attuare attraverso un piano strategico disegnato con le nostre banche – ha commentato l’Amministratore Delegato Mario Sartori. Vogliamo avviare un percorso virtuoso di corresponsabilità con tutte le banche e questo ovviamente rende il processo più lungo e articolato. Il numero delle banche che oggi compongono il gruppo potrebbe ancora ridursi a seguito di ulteriori accorpamenti, ma ciò non avverrà per effetto di decisioni calate dall’alto bensì a seguito di scelte compiute direttamente da chi vive il territorio».
Gestione attiva degli NPL
Nel processo di rafforzamento del ruolo di capogruppo Cassa Centrale ha proseguito con la politica di valutazione rigorosa del portafoglio crediti e di gestione attiva degli NPL che hanno comportato un grado di copertura del credito deteriorato complessivo di circa il 72%, valore tra i più elevati nel sistema bancario nazionale. Le commissioni nette registrano un incremento di 16,9 milioni di euro rispetto al 2017, per un totale di 63,8 milioni di euro. Il valore economico generato a favore dei propri stakeholder e del territorio si attesta sui 130 milioni di euro (in sensibile crescita rispetto agli 86,5 milioni del 2017).
Sul fronte della qualità del credito il gruppo ha raggiunto a fine 2018 un rapporto tra crediti deteriorati lordi e impieghi (Npe ratio) del 12,9% nel 2018, battendo il target del 13,5%. Ma tale rapporto continua a migliorare attestandosi in questo momento al 10,6-10,7%.
Il nuovo gruppo: i dati aggregati
Oltre all’approvazione dei risultati, durante l’assemblea ordinaria che si è tenuta lo scorso 28 maggio, sono state presentate anche le prime stime relative ai dati aggregati del neo costituito Gruppo Bancario Cooperativo Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo Italiano.
Formato da 84 BCC-CR-Raika (80 dal 1 luglio 2019), 7 società IT e Servizi e7 società prodotto, più di 1.500 sportelli dislocati in tutto il territorio nazionale, al 31.12.2018 il nuovo Gruppo presenta un patrimonio netto di 6,1 miliardi di euro, un CET1 ratio pari al 17,9%, un attivo di oltre72 miliardi di euro, impieghi per 44 miliardi di euro e un utile netto aggregato (pro forma) pari a 308 milioni di euro.
«Questi numeri confermano ci collocano tra i primi 10 gruppi bancari nazionali, ha commentato Sartori. Faremo il massimo per dimostrare al mercato che siamo un Gruppo bancario moderno, solido e competitivo. La vocazione localistica e mutualistica rappresenta per noi la solida trave su cui abbiamo costruito il gruppo. Stiamo lavorando per avere banche locali solide ed efficienti con una capogruppo in grado di spingere verso l’innovazione e di favorire gli investimenti in tecnologia. La nostra sfida è portare i valori del credito cooperativo in un modello organizzativo più competitivo».