Il 55% degli italiani pensa che i costi delle carte di pagamento gravino sui consumatori più che su banche e commercianti, secondo una ricerca condotta da Hall & Partners e presentata in occasione del convegno “Sistemi di pagamento per consumatori consapevoli”, organizzato da Consumers’ Forum.
Nell’ipotesi che a diminuire fossero le commissioni a carico dei commercianti, il pubblico idealmente preferirebbe (78% degli intervistati) che la differenza a carico del sistema venisse riassorbita dai fornitori delle carte, cioè le banche. Tuttavia, nella realtà, il consumatore teme (79%) che alla fine questa differenza andrà a ricadere su di lui, aggravando un quadro già vissuto come piuttosto oneroso.
A parità di scenario, ossia meno costi per i commercianti, la pubblica opinione è divisa tra coloro che si aspettano che il risparmio per il retailer finisca per riflettersi in un minor prezzo al dettaglio e chi crede che ciò non avverrà. La percezione comune, comunque, è che una riduzione della commissione interbancaria si rifletterebbe in costi più alti per i consumatori che richiedono la carta (62% degli intervistati). Alcuni (20%) credono infine che una diminuzione dei costi avrebbe conseguenze negative sulla sicurezza del sistema nel suo complesso.
Se le carte diventassero sensibilmente più care, il consumatore tornerebbe a usare in modo massiccio il contante (71%) o andrebbe a ridurre il numero di carte possedute (72%). Ma se si riuscisse a dimostrare che il contante ha costi sociali ed economici maggiori delle carte, circa la metà degli intervistati (49%) tornerebbe a utilizzare più le carte del cash.
In ogni caso, la maggioranza degli intervistati (54%) ritiene che un eventuale intervento legislativo sul sistema delle carte di pagamento dovrebbe andare ad agire sulle banche.
Nell’ipotesi che a diminuire fossero le commissioni a carico dei commercianti, il pubblico idealmente preferirebbe (78% degli intervistati) che la differenza a carico del sistema venisse riassorbita dai fornitori delle carte, cioè le banche. Tuttavia, nella realtà, il consumatore teme (79%) che alla fine questa differenza andrà a ricadere su di lui, aggravando un quadro già vissuto come piuttosto oneroso.
A parità di scenario, ossia meno costi per i commercianti, la pubblica opinione è divisa tra coloro che si aspettano che il risparmio per il retailer finisca per riflettersi in un minor prezzo al dettaglio e chi crede che ciò non avverrà. La percezione comune, comunque, è che una riduzione della commissione interbancaria si rifletterebbe in costi più alti per i consumatori che richiedono la carta (62% degli intervistati). Alcuni (20%) credono infine che una diminuzione dei costi avrebbe conseguenze negative sulla sicurezza del sistema nel suo complesso.
Se le carte diventassero sensibilmente più care, il consumatore tornerebbe a usare in modo massiccio il contante (71%) o andrebbe a ridurre il numero di carte possedute (72%). Ma se si riuscisse a dimostrare che il contante ha costi sociali ed economici maggiori delle carte, circa la metà degli intervistati (49%) tornerebbe a utilizzare più le carte del cash.
In ogni caso, la maggioranza degli intervistati (54%) ritiene che un eventuale intervento legislativo sul sistema delle carte di pagamento dovrebbe andare ad agire sulle banche.