Carim riparte da digitale e spending review

BancaCarim sedeSviluppo di digitale e multicanalità, revisione dei costi, rilancio commerciale e decollo del Wealth Management. Sono i “passi conclusivi del percorso di risanamento”, e i primi della costruzione di una nuova struttura più efficiente, contenuti nel Piano Industriale 2015-2016 di Banca Carim, che ha ricevuto il via libera del CdA guidato da Sido Bonfatti.

Focus sul credito

Oltre a interventi mirati al sostegno della patrimonializzazione, il Piano comprende diverse voci riguardanti il credito: il rafforzamento dei processi di monitoraggio gestione e recupero delle posizioni problematiche, ad esempio, per migliorare il presidio della qualità del credito e sostenere l’economia attraverso la concessione di credito a famiglie e PMI.

Chiuse le filiali in Abruzzo e Molise. Si punta sul digitale

Poi la revisione del modello distributivo, con un impulso allo sviluppo dei canali digitali e della multicanalità, anche attraverso la piena integrazione tra sportelli e canali tecnologici per le operazioni di routine. La rete territoriale sarà oggetto di un riordino: saranno chiuse le filiali in Abruzzo e in Molise, i cui margini operativi non sono soddisfacenti e che vengono ritenute a scarso potenziale di crescita.

L’importanza del Wealth Management

Come per altre banche del territorio, il Wealth Management sarà oggetto di una particolare attenzione con lo sviluppo di un servizio di consulenza a elevato contenuto professionale. Nel 2013, Banca Carim ha incorporato Banca Etica Adriatica (Eticredito), prevedendo dei corner etici all’interno delle proprie filiali.  

60 dipendenti in esubero

La riduzione dei costi verrà perseguita con la semplificazione dei processi di lavoro e una costante revisione dei costi operativi. Ma anche con lo snellimento delle strutture direzionali: i 60 dipendenti in esubero saranno gestiti attraverso l’applicazione degli strumenti previsti dalla legge. Una nota della banca chiarisce che “il Consiglio di Amministrazione e la Direzione Generale hanno profuso ogni sforzo, negli ultimi due anni, per mantenere i livelli occupazionali contando sull’aumento della produttività/redditività pro capite e sulla ripresa dell’economia; oggi, in uno scenario di perdurante recessione, non essendosi realizzate tali condizioni, si rende necessaria l’attuazione di una diversa strategia”.

 

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