Che l’immagine della banca stia profondamente cambiando per venire incontro alle esigenze della clientela è ormai un dato di fatto. Ma che la filiale si stia trasformando in uno spazio di “accoglienza”, la cui attività si orienta sempre più verso la promozione culturale, il rispetto per l’ambiente, nonché in un luogo di svago, forse non è così assodato. Poco lontano dai nostri confini, in Spagna, precisamente nella provincia di Navarra, circa sei anni fa è nata, una banca, CAN, che ama definirsi “civica”.
Un business model partecipativo
Il suo modello di business, come racconta Teresa Sabada, Responsabile Relazioni Internazionali di CAN, che oggi vanta la presenza di oltre 340 filiali in tutto il paese, “si basa sulla partecipazione dei clienti, i quali sono chiamati a decidere cosa la banca deve fare con i loro risparmi e sulla trasparenza che l’Istituto, parte del gruppo Banca Civica, garantisce alla clientela attraverso periodiche informazioni utili appunto al decision making. Una strategia efficace, che ha permesso a CAN, nel corso di circa sei anni, di incrementare il parco clienti e il volume d’affari, trasformando la banca da piccola realtà tecnologica in uno dei principali istituti finanziari in tutta la Spagna.
Trasparenza alla base del successo
Alla base del successo di una realtà che ha fatto della parola “comunità” il suo slogan, c’è, come anticipato, una comunicazione ai clienti periodica e meticolosa. “Ogni anno CAN invia alla sua clientela un documento di sintesi in cui viene esplicitato il guadagno del cliente stesso nel corso di quell’anno”. Niente di così eccezionale verrebbe da dire. Con la differenza che queste comunicazioni, oltre che ad adempiere a obblighi normativi a cui gli istituti spagnoli, quanto gli italiani, sono chiamati a rispondere, hanno anche uno scopo “benefico”.

Impegni umanitari scelti dal cliente
Rivela infatti Sabada che “il 30 % degli interessi maturati dai clienti è destinato a cause sociali scelte dalla stessa clientela tra una lista di oltre 4mila progetti umanitari disponibili in tutto il mondo”. Tra gli impegni sociali della banca del nord della penisola iberica, progetti dedicati al benessere e al tempo libero, alla conservazione del patrimonio naturale e culturale del nostro pianeta, alla cooperazione e allo sviluppo internazionale, al lavoro e alla disoccupazione, al sostegno alle imprese e molto altro ancora, che il cliente CAN può scegliere direttamente online o in filiale.
Il 30 % degli interessi maturati dai clienti è destinato a cause sociali scelte dalla stessa clientela tra una lista di oltre 4mila progetti umanitari”
Filiali che rispecchiano la filosofia aziendale
Quella stessa filiale che, per la “banca civica” deve assolutamente rispecchiare l’immagine della filosofia della banca. Ecco perché “gli uffici CAN riflettono il modello di business della società. Sono trasparenti, con grandi finestre e senza alcun muro che separa clienti e impiegati. Perfetti luoghi di incontro per la comunità, progettati perché i cittadini abbiano spazio per le proprie necessità, per incontrare le associazioni no profit che preferiscono e perché siano costantemente aggiornati sui nuovi progetti”. Una banca nata per chi dedica parte importante della propria vita alla solidarietà. Ma non solo.
In banca per passare il tempo
Banca CAN è infatti anche un perfetto luogo di cultura, con tanto di libreria, che non solo permette ai clienti di acquistare libri, ma anche di scambiarli. “Banca Civica offre anche un servizio di bookcrossing dedicato ai clienti e utile a stimolare la cultura e migliorare i rapporti interpersonali tra chi prende parte attiva alla vita dell’Istituto. Oltre ad un bar con servizio internet gratuito, in cui trascorrere parte del proprio tempo libero o, perché no, tenere una riunione”. Lo scopo di questa nuova concezione di filiale è, come in Italia, recuperare il rapporto con la clientela e stimolare il suo ritorno allo sportello. Questa volta non solo per effettuare bonifici, chiedere mutui o prestiti, ma anche per sentirsi parte di una comunità.
Risultati premianti
Una comunità che, rivela Teresa Sabada, “nell’ultimo anno è cresciuta di circa il 7%”, in barba a una crisi che in Spagna ha forse creato effetti ben più drammatici che nel nostro paese. “I clienti hanno accolto con estremo favore l’idea di una banca solidale. Il 94% di loro, infatti, afferma di voler tornare a ‘collaborare’ con noi e l’84% che raccomanderà il nostro nome ai propri conoscenti”. Numeri che lasciano bene sperare, dunque, e che trovano conferma in una raccolta che supera di ben il 17% le banche “tradizionali” del gruppo Banca Civica.
