Il ruolo dell’IT in azienda sta subendo delle trasformazioni radicali. Ma non sempre questi cambiamenti vanno a vantaggio dei responsabile e delle funzioni operative dell’IT. È quanto emerso da un recente studio di CA Technologies, commissionato a Vanson Bourne, in cui si rilevano sette tendenze che influenzano l’IT nelle aziende italiane.
1. L’IT deve misurare il valore generato
Secondo la ricerca, intitolata “TechInsights Report: The Changing Role of IT and What to Do About It”, al primo posto si pone la credibilità stessa delle funzioni IT: se l’IT, infatti, non riesce a dimostrare concretamente il valoro apportato dal proprio contributo rischia di non avere la credibilità necessaria per proporsi come consulente o intermediario nei confronti del business. Il 35% delle aziende italiane, difatti, elabora modelli atti a mostrare in che modo eventuali variazioni negli investimenti IT si ripercuoterebbero sul business (contro un dato mondiale pari al 27%), il 34% misura effettivamente i vantaggi derivanti dagli investimenti informatici (contro dato mondiale del 39%), mentre circa il 27% rende il business partecipe delle principali metriche prestazionali (contro dato mondiale del 31%),
2. Il business è l’IT, l’IT è il business
I manager italiani hanno sempre più dimestichezza con la tecnologia, tanto che il 29% della spesa IT viene ormai registrata al di fuori dei reparti IT. Si stima che questa percentuale possa raggiungere il 39% nel giro di tre anni, rimanendo lievemente al di sotto della media mondiale del 44%.
3. Il CIO riporta direttamente al CEO
A testimonianza della valenza strategica acquisita dalla tecnologia per il business, ora sono più numerosi i CIO italiani che riportano direttamente al CEO. In Italia, il 55% dei CIO è ai riporti diretti del CEO (dato EMEA: 65%; dato mondiale: 71%) rispetto al 36% nel 2011 (dato mondiale: 36%).
4. Più budget per i servizi di business
La spesa IT delle imprese italiane interessa sempre di meno il semplice mantenimento dell’operatività ordinaria per concentrarsi invece su nuove iniziative di business. In Italia la spesa per nuovi prodotti e servizi dovrebbe passare dal 43% (dato EMEA: 47%; dato mondiale: 49%) al 53% del budget IT totale nei prossimi tre anni, rispetto a un dato EMEA e un dato mondiale del 59%.
5. L’IT assume il ruolo di consulente/broker per il business
Il 51% circa delle organizzazioni italiane vede ora il reparto IT come broker di servizi o consulente per le linee funzionali, anziché come fornitore esclusivo di servizi IT. Il dato italiano è il più alto in Europa (dato EMEA: 43%), e si contrappone a una media mondiale del 39%.
6. Poco accordo sulla portata effettiva dei cambiamenti
Tra le organizzazioni italiane è diffusa la consapevolezza che siano in atto un certo numero di cambiamenti, ma pochi riescono ad anticipare le future evoluzioni. Ad esempio, il 41% dei soggetti italiani intervistati è convinto che alcune funzioni passeranno sotto altri reparti, ma che la funzione IT rimarrà un reparto specializzato a sé stante (dato EMEA: 34%; dato mondiale: 34%), mentre il 35% ritiene che le funzioni IT rimarranno immutate rispetto a oggi (dato EMEA: 27%; dato mondiale: 28%). Contemporaneamente, il 13% delle organizzazioni italiane ritiene che la maggior parte delle funzioni IT diventerà di competenza di altri reparti, ma che l’IT rimarrà un dipartimento a sé stante.
7. Il ruolo dell’IT diventa strategico
Secondo i risultati dell’indagine, in Italia il ruolo principale dell’IT aziendale si spoglierà di competenze prettamente tecniche per assumere un profilo più strategico. Lo studio rivela ad esempio che il ruolo addetto alla sicurezza dei dati nevralgici si ridurrà dal 56% al 40% nel giro di tre anni. Sempre in Italia, il ruolo tecnico di supporto tecnologico ai dipendenti passerà dall’attuale 48% al 44% fra tre anni, mentre il ruolo di partner strategico e consulente del business si amplierà dall’attuale 15% al 29% nel giro di tre anni. Durante il medesimo periodo, il bisogno di promuovere nuove iniziative aziendali salirà invece dall’attuale 3% al 12%.
«Nell’odierna Application Economy, il software e la tecnologia stanno scardinando i modelli d’impresa, creando realtà ex novo e trasformando interi settori – afferma Fabrizio Tittarelli, CTO di CA Technologies Italia. I clienti italiani esigono applicazioni nuove e una diversa user experience, mentre i dipendenti hanno bisogno di nuovi strumenti per svolgere il loro lavoro in modo produttivo. Il frutto di queste dinamiche è un cambiamento epocale che sta investendo il modo in cui siamo abituati a vedere, acquistare, utilizzare e gestire la tecnologia. I reparti IT delle realtà italiane devono evolvere, cessando di essere semplici fornitori per proporsi come veri e propri consulenti, broker e intermediari per il business, in modo da evitare di rimanere esclusi dall’attuale economia fondata sul software e sulla tecnologia».
Image courtesy of Suwit Ritjaroon / FreeDigitalPhotos.net