L’enterprise mobility è ormai realtà. In Italia quasi una azienda su due (45%) ha già adottato una strategia di enterprise mobility o l’adotterà entro un anno, secondo lo studio “TechInsights Report: Enterprise Mobility - It’s All About the Apps”, commissionato da CA Technologies a Vanson Bourne nella seconda metà del 2013, in cui sono stati coinvolti i CIO di 75 aziende italiane.
IMPATTI SU CLIENTI E DIPENDENTI - E i benefici di questi progetti di mobility si riflettono sia sul business aziendale, sia sui clienti. Con risultati che si distaccano molto dalla media europea: la customer satisfaction degli utenti che hanno utilizzato i servizi disegnati per l’esperienza mobile è migliorata del 30% (contro una media europea del 15%) e la produttività dei dipendenti delle società intervistate ha registrato una impennata del 27% (contro una media del +17%), insieme a un aumento del 25% della fidelizzazione del personale e a una crescita del 23% nel numero di clienti che utilizzano i loro software e servizi.
E’ UNA QUESTIONE DI APP - Sono le app, naturalmente, le protagoniste di questa nuova strategia di enterprise mobility: ben il 76% dei CIO delle società italiane intervistate vede come prioritario, in egual misura, lo sviluppo di applicazioni customer-facing e internal employee-facing. Ciò che è cambiato rispetto a qualche anno fa, quindi, è la percezione delle iniziative mobile business critical: i progetti interni di BYOD hanno perso terreno, mente è diventato necessario per le aziende sviluppare soluzioni che permettano di formalizzare l’accesso dei dipendenti alle infrastrutture (per il 40% dei CIO), soddisfare una maggiore domanda dei clienti in merito all’utilizzo di servizi disegnati per il mondo mobile (33%) e, ancora, aumentare la sicurezza dell’accesso mobile ai dati e alle applicazioni critiche (29%).
CRESCE IL BUDGET IT - Per soddisfare le priorità segnalate, i budget messi in campo aumentano necessariamente: nei prossimi tre anni alla mobility sarà dedicato il 15% del budget IT e il 12% di quello non IT (marketing, HR, etc.). Cifre non irrisorie, perché rispetto alle somme che vengono oggi dedicate all’enterprise mobility si tratta di aumenti di budget del 50% nel frangente dell’Information Technology e del 33% nel restante comparto.
OSTACOLI: SICUREZZA E INVESTIMENTI - Tuttavia è proprio sugli investimenti e sulla sicurezza legati a queste strategie di mobilità che si concentrano le maggiori preoccupazioni delle aziende italiane. Il 49% degli intervistati, infatti, ha incontrato grosse difficoltà a implementare progetti di mobility a causa di budget ancora ristretti (il secondo dato più alto in Europa), mentre il 39% è preoccupato delle eventuali ricadute sulla security e sulla privacy. Eppure, due aziende su cinque stanno già “correndo ai ripari”, pronte a ridisegnare la propria strategia e le policy di sicurezza per adattarsi al boom dei dispositivi mobili, coinvolgendo risorse specializzate interne o anche esterne e cercando di far convergere il budget a disposizione verso una iniziativa unica, congiunta e ben organizzata.
5 INGREDIENTI PER UNA STRATEGIA MOBILE - Una rincorsa verso quei cinque ingredienti che CA Technologies definisce prioritari per l’adozione dell’enterprise mobility: «la definizione di una precisa strategia end to end, in quanto non si tratta solo di un cambiamento di processo e di organizzazione, ma anche di tecnologia – afferma Luca Rossetti, Sr Business Technology Architect di CA Technologies –; la ricerca di personale qualificato; l’adozione di metodologie di DevOps; lo sviluppo di API per gestire i contenuti mobile in totale sicurezza il reclutamento di personale (anche esterno) esperto nello sviluppo della tecnologia mobile per accelerare l’expertise interna».
IL RUOLO DEL CIO - Insomma, cambiano le sfide per il CIO, che si ritrova a dover adottare un approccio olistico su tre macro aree: la gestione dei device, le applicazioni e la sicurezza. «Per quanto riguarda gli smartphone, ad esempio, dovrà poter gestire l’abilitazione o meno della videocamera e sapere costantemente dove si trova il dispositivo, così da poter cancellare i dati presenti nel caso in cui venga smarrito, oppure permettere l’avvio di una app solo in caso la geolocalizzazione sia attiva, per mantenere un presidio su tutte le attività svolte dai dipendenti – precisa Lugi Benocci, Principal Consultant di Ca Technologies. Naturalmente, la creazione di un enterprise store interno può facilitare il rilascio di app in sicurezza».
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