BNP Paribas Cardif Italia ha deciso di supportare la startup Bodyguard, in collaborazione con FARE X BENE Onlus, associazione che sostiene promuove e tutela i diritti inviolabili della persona, nello sviluppo di “Bodyguard per le Famiglie”.

Bodyguard per le Famiglie è una soluzione di cyberprotection che permette ai genitori di proteggere i figli in tempo reale da qualsiasi forma d’odio sui social network.
Come?
Con un’app, gratuita per i ragazzi, pensata per bloccare i contenuti violenti o discriminanti sui principali canali social e live streaming, e un sistema di allerta che invia via mail una notifica ai genitori in caso di contenuti nocivi o azioni di cyberbullismo contro il proprio figlio.
Algoritmi per una preventive insurance
La soluzione è in grado di rilevare e bloccare il 90% dei contenuti di odio su molti social media, dove il cyberbullismo negli ultimi anni è aumentato esponenzialmente. Il tutto grazie all’algoritmo di Bodyguard che crea una rete di protezione attorno alla persona, bloccando, prima che vengano pubblicati, i contenuti violenti, discriminanti o che incitano all'odio, comprendendo anche gli errori ortografici, il linguaggio sms e le emoji. È il principio di base della Preventive Insurance.
Come attivare Bodyguard per le Famiglie
Il sistema “Bodyguard per le Famiglie” grazie alla sua interfaccia user-friendly è molto facile da utilizzare. Ai genitori basterà accedere al sito di Bodyguard e iscriversi pagando una piccola fee mensile di 1 euro che gli permetterà di attivare il servizio. Una volta terminata la procedura riceveranno una mail con il link per scaricare l’app sul telefono del figlio.
Installata l’applicazione sullo smartphone del bambino o dell’adolescente, i genitori riceveranno una notifica in caso di contenuti nocivi sia ricevuti che inviati e una newsletter con contenuti educativi sul tema cyberbullismo per accompagnarli in una migliore comprensione dei social network e facilitare il dialogo con i propri figli.
Protezione a seconda dell’età
L’app presenta diversi livelli di protezione, personalizzabili in base alle esigenze. Per i minori di 13 anni, la fascia d’età più delicata, la protezione sarà automaticamente impostata al massimo per tutte le categorie (insulti, minacce, trolling, body-shaming, razzismo, odio, ecc.) e i commenti ricevuti o prodotti saranno visibili al genitore.
I ragazzi con più di 13 anni, invece, potranno modificare il livello di protezione a proprio piacimento, ma il genitore ne sarà informato con una notifica. Inoltre, i genitori non potranno visualizzare i contenuti pubblicati dal figlio maggiore di 13 anni sui social, ma riceveranno comunque una notifica.
Dati sul cyberbullismo in Italia
Il cyberbullismo è, d’altronde, un fenomeno in ascesa anche in Italia. Secondo la ricerca di BNP Paribas Cardif "Tecnologica, inclusiva e green: benvenuta Generazione Alpha!", circa uno su dieci (9%) dei bambini da 5 a 10 anni si è imbattuto in episodi di questo tipo; un dato che diventa molto più preoccupante nella fascia d’età 8/10 anni (16%).
I genitori lo combattono ricorrendo soprattutto al controllo dei dispositivi dei figli (l’84% dichiara di controllarli spesso) e all’utilizzo di software di parental control (il 39% li utilizza).
Ancora poco diffuse, invece, le polizze assicurative ad hoc contro il cyberbullismo (l’88% dei genitori non le conosce).
E gli adolescenti? Addirittura 1 ragazzo su due (52%) della Generazione Z (nati dal 1995 fino al 2010) ha ricevuto almeno un’offesa o un post violento. In questo contesto, educare i giovani al corretto utilizzo di internet incoraggiando il dialogo tra genitori e figli può essere la chiave vincente per combattere il cyberbullismo.