I CIO europei chiudono le porte ai Social Media: oltre a bloccare l’accesso a Facebook, in molti hanno reso inaccessibile il canale You Tube, la fruizione di qualsiasi video on line e l’utilizzo di Twitter. Un atteggiamento nocivo, secondo l’indagine Killer Apps 2012 di Easynet Global Services e Ipanema Technologies
Conviene chiudere l’accesso ai Social Media? Secondo la ricerca Killer Apps 2012, condotta da Easynet Global Services e Ipanema Technologies, può rivelarsi una soluzione controproducente. Tra i rischi, la possibilità di ridurre la retention della clientela, operare campagne di marketing inefficaci, demotivare il personale e, infine, perdere vantaggi competitivi.
Ciò nonostante, sono molti i CIO europei che stanno precludendo alle imprese la possibilità di accedere direttamente alle piattaforme social: quasi sette CIO e Direttori IT su dieci hanno già bloccato l’accesso a Facebook (67%), il 60% ha reso inaccessibile il canale You Tube o la fruizione di qualsiasi contenuto video on line (56%), mentre il 49% non consente più l’utilizzo di Twitter.
"Bloccare i social media è una decisione azzardata, controproducente nella realtà odierna, e vedere quante aziende non consentono di accedere ai social media, è un dato davvero preoccupante, dichiara Lisa Myers, CEO di Verve Search, agenzia specializzata in SEO e Social Media. Il ROI per i social media non è altro che la possibilità che l’azienda sia ancora operante tra cinque anni. Le nuove generazioni non hanno mai conosciuto un mondo senza internet: per queste persone i social media e il web rappresentano un modo di vivere. Le imprese devono poter usufruire di quanto di buono i social media hanno da offrire, e utilizzarli per migliorare i rapporti con il proprio personale e la fidelizzazione dei clienti, certamente non devono combatterli".
"Il divario tra Generazione X e Generazione Y sta diventando un abisso, afferma Justin Fielder, CTO di Easynet. Non si tratta solo di attirare e trattenere giovani talenti, ma del modo migliore per creare un dialogo, e mantenerlo vivo, con i clienti. I social media sono l'ossigeno di chi non ha ancora compiuto i 30 anni, che nei social media trova gli strumenti preferiti per comunicare, formarsi e informarsi. Hanno enormi implicazioni per un percorso professionale di successo. I dirigenti delle imprese, di solito della Generazione X, devono comprendere questo dato di fatto, pena il rischio di mettere in pericolo la propria attività".
"La recente notizia dell’acquisizione da parte di Microsoft di Yammer, un sito di social networking aziendale, conferma ulteriormente l'importanza dei social network sul posto di lavoro, ma sembra che i CIO europei debbano recuperare il tempo perduto, commenta Thierry Grenot, Vice Presidente Esecutivo di Ipanema Technologies. La maggior parte delle sfide previste derivanti dall’utilizzo dei social media da parte dei dipendenti, come l’impatto sulla rete aziendale, sono stati risolti, quindi è arrivato il momento in cui i CIO devono rivedere le loro politiche in questo ambito".
"Alcuni dei nostri clienti si sono mostrati preoccupati per il superamento dei confini della rete quando il personale utilizza i propri dispositivi personali per accedere ai social media, conclude Fielder, ma ci sono precauzioni semplici che possono essere prese senza dover arrivare alle misure più drastiche come bloccare l'accesso ai social media".
"Bloccare i social media è una decisione azzardata, controproducente nella realtà odierna, e vedere quante aziende non consentono di accedere ai social media, è un dato davvero preoccupante, dichiara Lisa Myers, CEO di Verve Search, agenzia specializzata in SEO e Social Media. Il ROI per i social media non è altro che la possibilità che l’azienda sia ancora operante tra cinque anni. Le nuove generazioni non hanno mai conosciuto un mondo senza internet: per queste persone i social media e il web rappresentano un modo di vivere. Le imprese devono poter usufruire di quanto di buono i social media hanno da offrire, e utilizzarli per migliorare i rapporti con il proprio personale e la fidelizzazione dei clienti, certamente non devono combatterli".
"Il divario tra Generazione X e Generazione Y sta diventando un abisso, afferma Justin Fielder, CTO di Easynet. Non si tratta solo di attirare e trattenere giovani talenti, ma del modo migliore per creare un dialogo, e mantenerlo vivo, con i clienti. I social media sono l'ossigeno di chi non ha ancora compiuto i 30 anni, che nei social media trova gli strumenti preferiti per comunicare, formarsi e informarsi. Hanno enormi implicazioni per un percorso professionale di successo. I dirigenti delle imprese, di solito della Generazione X, devono comprendere questo dato di fatto, pena il rischio di mettere in pericolo la propria attività".
"La recente notizia dell’acquisizione da parte di Microsoft di Yammer, un sito di social networking aziendale, conferma ulteriormente l'importanza dei social network sul posto di lavoro, ma sembra che i CIO europei debbano recuperare il tempo perduto, commenta Thierry Grenot, Vice Presidente Esecutivo di Ipanema Technologies. La maggior parte delle sfide previste derivanti dall’utilizzo dei social media da parte dei dipendenti, come l’impatto sulla rete aziendale, sono stati risolti, quindi è arrivato il momento in cui i CIO devono rivedere le loro politiche in questo ambito".
"Alcuni dei nostri clienti si sono mostrati preoccupati per il superamento dei confini della rete quando il personale utilizza i propri dispositivi personali per accedere ai social media, conclude Fielder, ma ci sono precauzioni semplici che possono essere prese senza dover arrivare alle misure più drastiche come bloccare l'accesso ai social media".