Big data e DLT per il mattone 4.0

Il futuro del real estate passa da big data e blockchain. Secondo Abigail Dean, Responsabile Sostenibilità in Nuveen Real Estate, analisi avanzate dei dati e tecnologie come la DLT possono migliorare l’efficienza dei portafogli immobiliari.

Più smart, più efficienza

Lato gestori, con il monitoraggio dei consumi di un edifico il risparmio può arrivare fino al 20%. E l’efficienza energetica rende una proprietà molto più appetibile sul mercato. L’IoT gioca un ruolo centrale: con un dispostivo low cost si può tenere sempre sotto controllo la temperatura e si possono impostare degli automatismi, ad esempio per spegnere il riscaldamento quando si è fuori casa. Se si monitora poi l’autoproduzione di energia, l’efficienza è ancora maggiore: tramite Virtual power plants (centrali elettriche virtuali) le proprietà possono infatti produrre green energy per poi rivenderla alla rete (e gli inquilini diventano prosumer).

Big (e open) data per gli investimenti immobiliari

Lato investitori, invece, centrale è il ruolo dei cosiddetti “open data”. Che aiutano a scoprire di più sulla città (se parliamo di una smart city) in cui si trova l’immobile. Si tratta ad esempio di informazioni sul traffico, la qualità dell’aria e di tipo demografico, offerte a terzi da autorità locali e registri catastali. L’analisi dei dati è poi in generale utile per gestire il rischio e per misurare gli impatti ambientali degli investimenti.

La blockchain per una maggiore trasparenza

Se parliamo di investimenti, la blockchain è invece la tecnologia che può assicurare più trasparenza. Il real estate è tradizionalmente un “mercato privato”, con alti costi di transazione, dati incerti e scarsa accessibilità a investitori non istituzionali. Con la DLT può trasformarsi in un mercato più simile a quello pubblico, con registri delle attività finanziarie distribuiti all’interno di un network e verificati dai vari membri.

 

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Settembre 2026

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