Le banche soffrono dal 2013 di rischi e costi operativi in rialzo e della disruption digitale. Un report di Boston Consulting sottolinea la necessità di digitale e resilienza, anche in ambito risk management e tesoreria.
Economic profit in calo
Le performance delle banche di tutto il mondo, secondo la IX edizione del Global Risk Report di The Boston Consulting Group, frenano: il settore è redditizio in base assoluta, con una media globale di 68 miliardi di profitto economico totale (EP, economic profit) generato dagli istituti. Ma l'EP è in calo: dopo il picco massimo di 16 punti base nel 2015, gli 11 punti del 2016 e gli 8 punti del 2017, la performance media è pari a quella del 2013, cioè della prima fase di ripresa dalla crisi globale.
In realtà, il mondo è divisibile in tre zone che vanno a velocità diverse. Le banche europee risalgono a -22 punti base nel 2017, rispetto ai -28 del 2013. Nord America e Asia Pacifico restano positivi, con EP di 41 e 19 punti base rispettivamente, mentre l'elevata redditività è nelle regioni di America Meridionale (91) e Medio Oriente - Africa (62). Sulle banche pesano aspetti come la concorrenza con quegli incumbent che sviluppano accordi con FinTech e in ottica open banking; la mancanza di risorse in molti istituti bancari; il peso dei crediti deteriorati, soprattutto sulle banche europee.
Il ruolo di credito e tesoreria nella digital transformation
«Ogni anno, questa analisi evidenzia sempre più l’impatto della digitalizzazione sul settore bancario – afferma Matteo Coppola, Managing Director & Senior Partner di Boston Consulting Group e co-autore del Report. La maggior parte degli attori sta investendo in sperimentazioni e applicazioni nel mondo dei processi digitali e delle decisioni supportate dagli analytics. Siamo a un punto di flessione nel settore: a valle del periodo di forte de-risking del sistema dovuto agli effetti della crisi, le banche hanno l'opportunità di aprire una nuova strada, ma devono forzatamente passare per la trasformazione digitale di alcuni ruoli cardine come il Credito e la Tesoreria».
In questo quadro, rischio e tesoreria affronteranno nei prossimi anni la sfida di gestire in modo integrato e strategico le risorse di bilancio, operando in modo più rapido con il supporto di dati in tempo reale, analisi predittiva e automazione end-to-end. Il Chief Risk Officer, in particolare, potrà avvalersi di sistemi automatizzati per prevedere eventi negativi nel tempo e inviare segnali di allarme con almeno 18 mesi di anticipo, secondo BCG. La Tesoreria gestirà l'intermediazione in modo più ampio, dall'origine alla distribuzione.
«Al centro della trasformazione digitale del settore bancario ci saranno anche i Chief Risk Officer, i Chief lending Officer e i Chief Financial Officer – conclude Coppola -. Basti pensare all’impatto che potrà avere in futuro l’utilizzo di nuovi dati e la possibilità di utilizzare algoritmi avanzati nelle decisioni. Questo richiederà una più stretta collaborazione anche di queste funzioni e un forte salto di qualità in termini di nuove competenze e modelli organizzativi e di lavoro».