BCC. La politica di fusioni della Federazione Calabrese

Sede Federazione Calabrese BCCIn quindici mesi, ovvero dal settembre 2013 a dicembre 2014, la Federazione Calabrese delle BCC ha portato a conclusione l’aggregazione di otto Banche di Credito Cooperativo. Da cui sono nate, inoltre, quattro realtà più solide: una serie di operazioni che seguono quanto suggerito dall’Organo di Vigilanza, cioè adeguare le dimensioni degli intermediari alle mutate condizioni dello scenario economico europeo.

Nel dettaglio, dopo aver realizzato la fusione tra BCC Mediocrati e Banca dello Jonio, la Federazione ha lavorato anche nelle province di Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia; BCC del Crotonese e BCC di Scandale hanno dato vita alla BCC del Crotonese; BCC del Lametino e BCC della Sila hanno creato la BCC del Catanzarese e, infine, BCC di San Calogero e BCC di Maierato hanno dato vita alla BCC del Vibonese.

E le conseguenze di queste fusioni sembrano avere un impatto positivo anche sui dati economici e patrimoniali. «La raccolta complessiva, pari a 1.780 milioni di euro, è in lieve crescita rispetto al 2013 ( 1.726 milioni di euro) – afferma Pasquale Giustiniani, Direttore Generale della Federazione –, mentre gli impieghi, che rappresentano il 66% della raccolta, confermano il dato dell’anno precedente ( 1.150 milioni di euro circa). I continui morsi della crisi non ci hanno distolto dal compito di sostenere il territorio, anche se siamo consapevoli che mantenere inalterato il livello degli impieghi significhi sobbarcarsi una fetta di rischi aggiuntivi. Sono in leggero aumento, perciò, i crediti deteriorati (passati dai 308 ai 311 milioni, pari al 27% degli impieghi); tra questi, le sofferenze (circa 197 milioni) rappresentano il 17% degli impieghi. Sul territorio, inoltre, si riversano anche i fondi utilizzati per beneficienza o sponsorizzazioni. Nel 2014, sotto queste due voci che spesso rispondono a un’unica logica, sono stati distribuiti circa 700mila euro. Negli ultimi dodici mesi aumenta leggermente il numero dei soci (da 18.758 a 18.860), mentre l’utile stimato passa da -2.450.000 euro (2013) a +11.880.000 (2014)».  

 

 

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