BCC: in arrivo la riforma

BCC logoUn solo referente finale per il mondo delle BCC. Quasi sicuramente una SpA. E la candidata naturale, in quel caso, sarebbe Iccrea Holding. La riforma del credito cooperativo, mediante un nuovo decreto legge sul settore bancario (bad bank, forse, compresa) sarebbe in dirittura d'arrivo nei prossimi giorni.

L'accelerata all'autoriforma

Come già avvenuto per le Popolari, il Governo dovrebbe intervenire direttamente con un decreto legge: a differenza della trasformazione in SpA, però, la riforma del credito cooperativo arriverebbe con un minimo di preavviso in più. Come conferma l'accelerata impressa negli ultimi mesi dal mondo delle BCC al processo di autoriforma che, con ben altri ritmi, era avviato da qualche tempo.

Autonomia inversamente proporzionale al rischio

Appena un paio di giorni fa, Federcasse aveva comunicato lo studio dei profili qualificanti per integrare le BCC mantenendone l'identità mutualistica e l'autonomia: tra questi, la previsione di ancorare l'intensità delle funzioni di pianificazione strategica a un approccio risk based, in cui l'autonomia imprenditoriale della singola banca crescerà al calare dei suoi indicatori di rischio. Altro nodo sono le modalità appropriate per irrobustire le dotazioni patrimoniali del sistema, pur tenendo conto di un Tier 1 medio nazionale del 16,1%, pur con notevoli differenze tra singole banche.

I temi in gioco...

L'intero processo di autoriforma si gioca sull'equilibrio tra tutti questi fattori. Autonomia (e quindi legame con il territorio) da un lato; funzioni di garanzia e controllo di una struttura centrale dall'altro; maggiore robustezza patrimoniale ma anche riconoscimento del ruolo di grande sostegno offerto alle imprese nel periodo più grigio della crisi. Riconoscimento indispensabile se non si vuole disconoscere la natura stessa del "fare banca".

... e il loro impatto su IT e prodotti

E la ricerca di un nuovo equilibrio finirà per affrontare anche alcuni ambiti di storica "frammentazione" del sistema. Quale autonomia è necessaria nell'ambito, ad esempio, della fornitura dei servizi IT? Oppure nella scelta delle fabbriche prodotto? Quali aspetti possono ritenersi "commodity" e quali, invece, qualificanti l'offerta e la cui scelta deve rimanere, in ultima analisi, a carico della singola banca e non del sistema centrale? In estrema sintesi: dove sarà il centro decisionale del nuovo sistema?

 

 

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