Riforma BCC, ci siamo? Verso la Capogruppo unica

Nel Credito Cooperativo è arrivato l’accordo. In una nota congiunta Federcasse, Gruppo Iccrea e Cassa Centrale Banca si parla di una accelerazione del percorso verso una “soluzione unitaria condivisa per la realizzazione di un’unica Capogruppo del futuro Gruppo Bancario Cooperativo”, dopo le polemiche degli scorsi mesi.

Il giusto assetto per le sfide future

Si è così arrivati alla soluzione preferita per garantire solidità al sistema, nel suo nuovo assetto. Probabilmente, anche l’unica formula per affrontare l’importante evoluzione che attende le BCC e le Casse Rurali nel prossimo futuro, con la ricerca di un equilibrio tra vicinanza alle comunità territoriali e competitività, per non parlare della nuova regolamentazione europea. La futura Capogruppo sarà sicuramente sotto il controllo diretto della BCE. Mentre le singole banche saranno, come più volte annunciato, tanto più autonome quanto saranno solide, con un sistema di “rating” interno per prevenire e risolvere eventuali singole situazioni di criticità.

Fine al dibattito sul modello multipolare

L’accordo mette la parola fine sullo scontro tra Iccrea Banca, la “Capogruppo implicita” del tentativo di riforma avviato ormai un anno fa, e altre realtà del mondo cooperativo, in primis Cassa Centrale Banca, che avevano proposto un modello alternativo multipolare. E darà nuovo fiato alle polemiche di chi vedeva, dietro le quinte, il tentativo da parte delle realtà minori di contrattare la conquista di posti di controllo nella futura Capogruppo. Le tentazioni di autonomia e di distacco, in alcune realtà, sono infatti tutt'altro che sopite.

Chi vuole farsi Popolare

Resta da vedere quindi se i “ribelli” del Credito Cooperativo si rassegneranno. Ormai è cosa nota che molte BCC “forti” vorrebbero fare da sé, tentando la strada della trasformazione in banca popolare. Una trasformazione a caro prezzo, perché l’uscita dal sistema cooperativo le costringerà a versare una parte delle loro riserve alla Capogruppo nascente. Sulla percentuale, dovrà pronunciarsi la attesissima riforma delle banche di credito cooperativo, ormai in dirittura d’arrivo. Si sa che il sistema delle Raiffeisen del Sud Tirolo darà vita a un gruppo provinciale che stabilirà contratti di solidarietà e di servizio: proprio questa eccezione al Gruppo unico, pur motivata da ragioni culturali e linguistiche, aveva giustificato analoghe ambizioni regionali in passato.

Quasi al momento della verità

A quanto pare, la strada di un sistema cooperativo multigruppo è chiusa. Restano da definire i dettagli della riforma, le specifiche dei meccanismi di controllo, la formula per mantenere competitività e anima mutualistica, specificità locale e dimensione nazionale. Le regole del gioco, insomma. E a quel punto, si potrà giudicare se la nuova Capogruppo sarà veramente “nuova” o solo una edizione aggiornata del sistema pre-esistente. E se qualcuno deciderà di uscirne.

 

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