BCC: 150 banche al meeting di Cassa Centrale a Bologna

Circa 150 BCC hanno partecipato, lo scorso weekend, al meeting di Cassa Centrale Banca a Bologna. Un appuntamento annuale che, in un contesto diverso, si sarebbe ripetuto come un tradizionale evento aziendale. Ma stavolta, in piena autoriforma del credito cooperativo, ha assunto un valore decisamente diverso.

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"Ribelli" avanti con il piano

Cassa Centrale Banca, con le società satellite, è la capofila di quei “ribelli” del credito cooperativo che non vogliono sparire (o fondersi) a favore di una Capogruppo unica. Ecco allora che il meeting annuale diventa il momento per fare il punto, incontrarsi, contarsi. Il comunicato diffuso da Cassa Centrale Banca definisce i rappresentanti delle BCC presenti al Teatro Comunale di Bologna come “potenziali aderenti”. E il clima è esattamente quello. «Il progetto di Cassa Centrale è concreto e può essere realizzato in breve tempo – afferma Carlo Antiga, Vice Presidente di Cassa Centrale Banca – per rispondere anche a quanto ci viene richiesto dagli Organi di Vigilanza, per dare una risposta di sicurezza e solidità alle banche».

Il sostegno di DZ Bank

Più diplomatico il Direttore della Banca di Bologna, Enzo Mengoli, che ha sottolineato quanto il momento attuale sia cruciale per il credito cooperativo e per l’intero sistema bancario. E non a caso al Convegno è giunto anche un messaggio di Alessandro Azzi, Presidente di Federcasse, con l’auspicio che l’autoriforma del credito cooperativo all’insegna dell’unità, sotto la minaccia di una riforma governativa definita imminente da mesi. Ma Cassa Centrale Banca sembra intenzionata a proseguire con il proprio progetto alternativo: tanto più che a Bologna c’era anche Lars Hille, top manager di quella DZ Bank che controlla il 25% di CCB.

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Unità e indipendenza

Giorgio Fracalossi, che di Cassa Centrale è il Presidente, ha ribadito che l’unità del sistema è importante, ma deve accompagnarsi a una rifondazione radicale delle sue componenti. «Siamo parte integrante del movimento cooperativo italiano – afferma Fracalossi – con una presenza bancaria e informatica trasversale in Italia da quasi vent’anni. Il nostro modello di gruppo bancario cooperativo rappresenta la ‘via Italiana’ alla riforma. Un modello che coniughi l'autonomia di un sistema di banche locali espressione dei loro territori con la capacità di coordinamento propri di un gruppo bancario».

Come si diventa Gruppo

Un progetto ancora da condividere con Bankitalia. Primo step, riorganizzazione industriale e consolidamento con la creazione di una holding che includa tutte le società di prodotto e servizio (Phoenix, Cesve, Ibt, Assicura, Assicra). Poi l’aumento di capitale per arrivare a 800 – 1.000 milioni di patrimonio.

Attenzione ai crediti deteriorati

C’è stato spazio anche per il tema dei crediti deteriorati, comune alle banche di ogni dimensione. «Il tema della gestioni dei crediti deteriorati è vitale per le banche, occorre ragionare in modo dinamico e non statico – spiega il Direttore Generale di Cassa Centrale, Mario Sartori. Stiamo cercando anche strade nuove, che devono trovare la condivisione della vigilanza, come la costruzione di una architettura che trasformi il costo di esercizio in una sorta di ammortamento con un canone di assicurazione pluriennale». La prima cessione di crediti, tramite Centrale Credit & Real Estate Solutions, risale a due anni fa: è in fase di conclusione una seconda operazione per 27 banche e 320 milioni di portafoglio, con una fase II di altri 125 milioni entro fine novembre. 

 

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