Per gli investitori la priorità è ridurre il rischio. Come rivela il Barometro dei Portafogli Italiani di Natixis, le strategie più gettonate sono al momento gli strumenti alternativi con rischi minori.

Più prudenza, più fondi alternativi
Le strategie alternative sono scelte con lo scopo principale non di massimizzare i rendimenti ma di ridurre il rischio del portafoglio. Il trend è emerso analizzando tutte le tipologie di portafogli: conservativi, moderati e aggressivi. Più i profili sono prudenti, più alta è la scelta di fondi alternativi o di fondi multi asset. Oltre il 25% degli asset dei portafogli conservativi sono investiti in strumenti alternativi, mentre se guardiamo a quelli moderati e a quelli più aggressivi le percentuali sono più basse: rispettivamente del 14% e del 7%.
La scelta delle strategie alternative
Perché piacciono tanto gli strumenti alternativi? In generale gli investitori nel 2017 sono più scettici nei confronti del trading tradizionale, per questo hanno iniziato a spostare obbligazioni e azioni verso liquidità e strategie differenti, oltre che verso bond strutturati, strumenti a tasso variabile e obbligazioni inflation linked. Queste strategie, offrendo bassa volatilità e bassa correlazione, sono in grado di replicare il ruolo tradizionalmente ricoperto dai titoli governativi, senza esporsi al rischio di un’eccessiva duration.
La preoccupazione del rialzo dei tassi
Una delle preoccupazioni maggiori per gli investitori in Italia è la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi di interesse, in particolare negli Stati Uniti, dove l’effetto è cominciato con la vittoria di Trump. E proprio in questo contesto le soluzioni innovative si rivelano più adeguate. Nel reddito fisso, alcuni corporate bond, obbligazioni a tasso variabile e obbligazioni inflation linked possono essere utili come ammortizzatore per gli effetti del rialzo dei tassi. Discorso simile per i fondi obbligazionari globali.