A ottobre 2014, dopo quasi due anni, è tornata a crescere la domanda di prestiti da parte delle famiglie italiane (+7,6%), ma il dato aggregato dei primi 10 mesi del 2014 mostra ancora una percentuale in flessione (-4%). Questi i risultati del Barometro CRIF sulla domanda di prestiti da parte delle famiglie.
Prestiti finalizzati e personali
Nel mese di ottobre i prestiti finalizzati hanno registrato un aumento del 7,3% rispetto allo stesso periodo del 2013, mentre per quanto riguarda i prestiti personali l’incremento è stato pari all’8%. Nell’aggregato relativo ai primi 10 mesi del 2014, le due tipologie di finanziamento mostrano differenze significative nella dinamica registrata, con le richieste di prestiti finalizzati che hanno fatto registrare una contrazione più marcata (-6,4%) rispetto a quelle di prestiti personali, in calo dell’1% rispetto al corrispondente periodo 2013.
Importo medio in crescita
Dall’ultima rilevazione di CRIF arrivano segnali incoraggianti anche relativamente all’importo medio dei prestiti richiesti che, nell’aggregato di prestiti personali più finalizzati, si è attestato a 7.630 euro rispetto ai 7.506 euro del pari periodo 2013 (+1,7%), soprattutto grazie alla performance positiva dei prestiti finalizzati.
Sale l’importo per i prestiti finalizzati
Entrando maggiormente nel dettaglio dell’analisi, infatti, per i prestiti finalizzati nei primi 10 mesi dell’anno in corso l’importo medio richiesto è risultato pari a 4.780 euro contro i 4.386 euro del 2013 (+9%) mentre relativamente ai prestiti personali si è assestato a 10.841 euro contro gli 11.224 euro del pari periodo 2013.
La maggioranza dei prestiti è sotto i 5mila euro…
Analizzando invece la distribuzione per fasce di importo, nell’aggregato di prestiti finalizzati e personali, si conferma la preferenza da parte degli italiani per quella inferiore ai 5mila euro, con una quota sul totale del 52,2%, seppur in lieve calo rispetto al corrispondente periodo 2013. Nel caso dei prestiti finalizzati l’incidenza di questa classe sul totale raggiunge addirittura il 70,5% contro il 31,6% che si registra nei prestiti personali.
… e non durano più di un anno
Infine, prendendo in considerazione la durata dei finanziamenti richiesti nel loro complesso, la classe preferita dagli italiani rimane quella inferiore ai 12 mesi, con una quota pari al 23,2% del totale (in aumento di 3 punti percentuale rispetto al pari periodo 2013); relativamente ai prestiti finalizzati l’incidenza di questa classe raggiunge il 35,2% del totale. Nel caso dei prestiti personali si conferma, invece, la predilezione per la classe di durata più elevata, oltre i 5 anni, con una quota pari al 37,6% del totale.
È una inversione di tendenza?
«Una singola rilevazione potrebbe non essere significativa e al momento non ci sono gli elementi per dire se ci troviamo di fronte a una inversione di tendenza destinata a consolidarsi nel prossimo futuro – illustra Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di CRIF. Possiamo comunque vederlo come un segnale timidamente incoraggiante, a maggior ragione se consideriamo che il PIL ancora non cresce come sperato e che permangono le criticità sul fronte dell’occupazione, con inevitabili riflessi sui consumi da parte delle famiglie».