Cresce del 10% la richiesta di prestiti delle famiglie italiane. Il dato, elaborato dal Barometro CRIF, mette a confronto il mese di febbraio appena concluso con quello del 2014, segnalando la migliore performance in termini assoluti degli ultimi 4 anni. L'importo medio è ancora basso (rispetto ai valori pre-crisi) ma in crescita rispetto agli ultimi mesi.
Maggiori richieste per i prestiti personali
Nello specifico, nel mese di febbraio 2015 i prestiti personali hanno fatto segnare +11,1% di richieste rispetto al corrispondente mese del 2014 (con il dato assoluto più elevato degli ultimi 20 mesi malgrado la perdurante prudenza da parte delle famiglie), lievemente superiore all’incremento registrato per i prestiti finalizzati, che si sono fermati a un seppur positivo +9,3%, trainati in particolare dalle esigenze di rateizzazione dell’acquisto di auto e moto rispetto a quelli riconducibili ad articoli di arredamento, elettronica ed elettrodomestici, viaggi, spese mediche, etc., che continuano invece a segnare il passo.
Importo medio
Dalle ultime rilevazioni presentate nel Barometro CRIF emerge anche che a febbraio 2015, nel complesso dei prestiti personali più finalizzati, l’importo medio richiesto è stato pari a 7.879 euro, in contrazione rispetto a quello registrato nello stesso mese del 2014 e ben al di sotto dei valori registrati negli anni pre crisi, ma per il secondo mese consecutivo in aumento dopo mesi di continue contrazioni. Più in dettaglio, per i prestiti finalizzati l’importo medio è stato pari a 5.231 euro (+5,1% rispetto al corrispondente mese del 2014). Per i prestiti personali, invece, la media si è assestata a 10.782 euro (-8,1%).
Prestiti al di sotto dei 5mila euro
Prendendo in considerazione la distribuzione per fasce di importo, tra le richieste di prestiti finalizzati la classe prevalente si conferma essere quella inferiore ai 5mila euro, con una quota pari al 68,9% del totale, in linea con quanto rilevato nello stesso periodo dell’anno scorso. Relativamente ai prestiti personali, invece, è la fascia inferiore ai 5mila euro a rappresentare la quota predominante, con il 35,1% del totale, seguita da quella compresa tra 10mila e 20mila euro, con il 26,3%, e da quella tra 5mila e 10mila euro, con il 24,3%.
Durata inferiore ai 18 mesi
Osservando la domanda dei prestiti richiesti sulla base della loro durata, sempre nell’aggregato di prestiti personali più finalizzati, a febbraio 2015 quasi un terzo del totale presenta una durata inferiore ai 18 mesi, in crescita di circa cinque punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2014. Relativamente ai prestiti personali richiesti, che si caratterizzano tipicamente per piani di rimborso più lunghi, è la classe superiore ai 5 anni a risultare la preferita dagli italiani, con il 36,1% del totale. Al contrario, per i prestiti finalizzati quasi un terzo delle domande (il 32,9% del totale, per la precisione) presenta una durata inferiore ai 12 mesi. Per questa forma tecnica le durate più lunghe (il 5,9% del totale con durata superiore ai 5 anni) sono tipicamente associate a finanziamenti richiesti per l’acquisto di beni di importo più impegnativo, come auto, moto e articoli di arredamento.
Più richieste da chi ha tra i 35 e i 54 anni
In relazione al profilo dei richiedenti prestiti per fascia di età, infine, a febbraio 2015 si rileva come siano gli appartenenti alle classi centrali, ovvero quella compresa tra i 35 e 44 anni e quella tra i 45 e 54 anni, ad aver presentato il maggior numero di richieste di prestiti, rispettivamente con il 24,7% e il 25,7% del totale.
«Il consolidamento del trend positivo della domanda di prestiti da parte delle famiglie riflette la crescente fiducia nei confronti di una ripresa economica a lungo attesa dopo una fase di prolungata debolezza – commenta Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di CRIF. Le aziende di credito sono ora chiamate a sostenere i consumi accompagnando la ripresa nel rispetto dei requisiti di capitale e della sostenibilità dei modelli operativi richiesti dalla Vigilanza Unica. Dovranno pertanto rivedere le politiche di credito in fase di origination dotandosi di strutture di costo più snelle e processi più efficienti, che possono essere conseguiti anche attraverso l'utilizzo di strumenti in linea con quanto richiesto dai Regolatori. In particolare, dovranno saper adottare nuovi paradigmi e valutare in maniera differente, rispetto a quanto fatto fino ad oggi, le nuove domande provenienti da consumatori più “smart”, che scelgono nuove modalità e canali per richiedere credito».

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