Imprese e domanda di credito: trend positivo fino a giugno

Nel secondo trimestre 2015 la domanda di credito da parte delle imprese torna positiva: +8,1% rispetto allo stesso periodo del 2014, nonostante nei primi tre mesi dell’anno si sia registrata una flessione del 3,6%, secondo i dati del Barometro CRIF. Nel complesso, dall’inizio dell’anno, il numero di domande di finanziamento presentate dalle aziende italiane è cresciuta dell’1,8% rispetto ai primi 6 mesi del 2014.

Cresce l’importo medio

Anche l’importo medio dei finanziamenti richiesti è aumentato: nei primi 6 mesi del 2015, nell’aggregato di imprese individuali e società, si è attestato a 69.272 euro contro i 67.061 euro del corrispondente periodo 2014. Facendo riferimento al solo secondo trimestre dell’anno va sottolineato come l’importo medio complessivo, pari a 73.946 euro, risulti superiore al dato dei primi 3 mesi dell’anno, quando si era fermato a 64.808 euro.

Un terzo delle domande è sotto i 5mila euro

La fascia di importo al di sotto dei 5mila euro continua inoltre ad assorbire quasi un terzo del totale della domanda (il 32,8%, seppure in calo di 2,7 punti percentuale rispetto al I semestre 2014). Rispetto allo scorso anno crescono, invece, la classe compresa tra i 20mila e i 50mila euro richiesti e quella superiore ai 50mila euro.

«Il dato relativo ai primi sei mesi dell’anno in corso ha confermato il trend positivo della domanda di credito da parte delle imprese italiane, malgrado l’inaspettata frenata registrata nel periodo gennaio-marzo. In termini assoluti si tratta del record assoluto a partire dal 2008 e questo conferma che le nostre imprese stanno cominciando a guardare al futuro con maggior fiducia – spiega Simone Capecchi, Direttore Sales & Marketing di CRIF. In particolare va segnalato l’irrobustimento della domanda da parte delle società di capitale, che stanno avvertendo in modo più marcato la ripartenza dell’economia dopo anni estremamente difficili. Al contrario l’atteggiamento delle imprese individuali, maggiormente ancorate ai consumi interni che stentano a decollare, si caratterizza ancora per una sostanziale prudenza che si sostanzia con una domanda di credito debole e importi richiesti contenuti».  

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