Fatture scadute. L’Italia tra i ritardatari d’Europa

Ritardi pagamenti 400In Europa occidentale circa il 40% del valore delle fatture per vendite tra imprese non viene pagato alla scadenza. Secondo la nuova edizione del Barometro Atradius il dato è sintomatico di una lenta ripresa economica per la regione, dove l’Italia non vanta certo comportamenti di eccellenza.

Metà del valore delle fatture non è pagato...

Nel nostro Paese, infatti, ben la metà (50,2%) del valore totale delle fatture emesse per vendite a credito tra imprese sul mercato interno non è pagato alla scadenza: il dato più alto tra i Paesi dell’Europa occidentale, ben al di sopra della media europea (40,2%) che porta a una crescita del ritardo dei pagamenti di oltre 13 punti percentuali negli ultimi due anni.

... anche nel B2B estero

Sul mercato internazionale le imprese italiane non si comportano molto meglio: più di due quinti (44,5%) del valore totale delle fatture emesse sul mercato estero viene pagato oltre la data di scadenza. Nuovamente, una delle percentuali più alte tra i vari Paesi europei intervistati da Atradius, dato che la media europea è del 35,4%.

Ritardi di 32 giorni oltre la scadenza

Ciò si riflette, infine, sui tempi medi di incasso delle fatture, che sfiorano nel nostro Paese i 72 giorni. Un comportamento comune alla Grecia, ma più lungo di 24 giorni rispetto alla media dell’Europa occidentale (48 giorni), e che peggiora ancora guardando alla percentuale di fatture non pagate oltre i novanta giorni (10%, in particolare sul mercato interno, contro una media europea del 7%). Ritardi anche di 32 giorni quindi che, tuttavia, risultano accorciati rispetto alle rilevazioni degli scorsi due anni.

Le motivazioni dei ritardi

In italia il 73% degli intervistati ha riposto tra le motivazione dei ritardi nei pagamenti la mancanza di liquidità e la risposta accomuna tutti i Paesi dell’Europa occidentale, tanto che da raccogliere la maggiore percentuale a livello europeo (51,4%). Nonostante l’anno scorso questa percentuale fosse diminuita drasticamente, quest’anno è ritornata ai livelli del 2013.

«La modesta ripresa economica iniziata l'anno scorso, e continuata quest'anno, non ha un impatto significativo sugli elevati livelli d’insolvenza, soprattutto nella zona Euro – afferma Andreas Tesch, Chief Market Officer di Atradius. Ci aspettiamo un miglioramento in alcuni mercati come Spagna, Paesi Bassi, Belgio e Regno Unito, ma nella maggior parte dei mercati le nostre attese per il 2015 sono per una stabilizzazione, e in alcuni casi di un deterioramento, dei livelli di insolvenza. Nel clima economico attuale, è quindi essenziale che le aziende si concentrino sulla gestione del portafoglio clienti, assicurando i loro crediti per evitare gravi problemi di liquidità che potrebbero compromettere la sopravvivenza stessa della loro attività».

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