Banking: retribuzioni stabili, cambia la componente variabile

Retribuzione manager bancariI salari resteranno stabili nei settori bancario e assicurativo nel 2015 un po’ in tutto il mondo. Al massimo, secondo una ricerca diffusa dalla società Mercer, ci sarà un incremento contenuto: in Europa si parla dell’1,5% o 2%, ma l’Italia è nella fascia bassa. Intanto, a livello globale cambia la gestione dei bonus e dei parametri per valutare il raggiungimento degli obiettivi.

Crescita della componente fissa inferiore alle attese

Guardando ai salari, sono chiaramente i Mercati Emergenti a guidare la “classifica” degli aumenti attesi (tra il 5% e l’8% per i 2015), seguiti dal Nord America sulla spinta della ripresa USA. Dai dati del “Global Financial Services Executive Compensation Snapshot” di Mercer, condotto su 63 organizzazioni finanziarie in 18 Paesi, emergono però diversi spunti sulla evoluzione di pratiche e programmi di compensation.  «Il peso relativo della retribuzione fissa è lievemente aumentato nel mondo dei servizi finanziari – spiega Marco Morelli, A.D. di Mercer Italia –, tuttavia meno di quanto era stato previsto a seguito delle indicazioni dell’Autorità Bancaria Europea e alle normative emesse sui cap e su ratio 1:1 e 2:1 sulla retribuzione variabile». “Colpa” anche dell’impatto dell’AQR della BCE e quindi alla maggiore prudenza nell’impostare le leve retributive del management.

Ratio variabile/fisso: in Europa è 2:1

Nella maggioranza delle banche europee la retribuzione variabile può arrivare al 200% di quella fissa. Alcuni Paesi, come Italia e Olanda, vedono comunque una prevalenza di rapporti vicini all’1:1. La competizione delle banche europee, e delle italiane in particolare, per accaparrarsi i migliori talenti è particolarmente complessa in alcuni ambiti, come Investment Banking, Private Banking e Asset Management, oltre che nei mercati non sottoposti alla vigilanza della BCE, in cui i ratio sono decisamente a vantaggio del dipendente.

Livelli di fisso e variabile previsti stabili

L’85% delle banche prevede valori sostanzialmente stabili per gli stipendi e le realtà italiane sono tra quelle particolarmente prudenti. Discorso quasi analogo per il livello dei bonus, con un 60% di imprese che li prevede stabili e un 20% che valuta invece un aumento: anche qui la situazione migliore è nel Private Banking, nell’Investment Banking e nel Private Equity (e ancor meglio nei mercati UK e USA) per il settore bancario e nel Property&Casualty per il settore assicurativo.

Clawback nel 25% delle aziende USA

A livello globale è poi a buon punto (la maggior parte delle banche e due terzi delle compagnie assicurative) la messa in atto dei programmi di differimento obbligatori sui bonus a breve: a spingere sono la normativa europea e nazionale, certo, ma anche negli USA, in assenza di questi obblighi, il 25% delle aziende prevede di aumentare l’uso di meccanismi di “clawback” (in sostanza, l’azienda si riprende i bonus, in denaro o in alcuni casi anche in stock option, in caso di scoperta di comportamenti fraudolenti o di colpa grave) e il 14% quelli di malus (revoca di bonus maturati in caso di risultati negativi). 

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