Approvato il Piano Industriale di Banco Desio per triennio 21-23. Le linee guida confermano le iniziative recenti, che mirano a rinnovare e rifocalizzare il modello di business della banca.

Si punta su crescita degli impieghi e del risparmio gestito (con obiettivi rispettivamente del +2,4% e del +9% contro una media di mercato prevista all’1,7% e al 5,1%) per portare i principali indici di redditività in linea con le best performance di sistema a fine 2023 (ROE al 5,4%, cost/income al 62%). Mantenendo l’NPL ratio al 5,5%.
Wealth management, sinergie Private-Imprese, credito al consumo
Previsti interventi strutturati su wealth management e imprese, con una forte attenzione alle aree storiche di presenza della Banca. Forte attenzione anche alla crescita della controllata Fides, attiva nel credito al consumo e nei finanziamenti contro cessione del quinto dello stipendio.
Investimenti IT e omnicanalità
In ambito tecnologico e organizzativo, il Piano prevede investimenti per snellire e migliorare i processi informatici. La distribuzione evolverà verso un approccio omnicanale in cui il cliente può scegliere su quale canale attivare prodotti e servizi, in massima flessibilità.
Rivedere la segmentazione tra WM e imprese
Dal punto di vista commerciale, cambieranno la segmentazione e il modello di coverage per Wealth Management e Imprese, rivedendo i ruoli commerciali e ricercando sinergie tra gestori Private e Imprese. La rete vedrà la chiusura e l’accorpamento di 25 filiali, con azioni di rilancio commerciale delle aree meno redditizie.
Credito a famiglie e PMI in crescita, riduzione nel Corporate
Sul fronte dei crediti, Banco Desio prevede un +5% nel triennio per i mutui ipotecari residenziali e un +8% per le PMI. Prevista una “riduzione mirata” dell’esposizione verso clienti Corporate a limitata marginalità. Nel credito al consumo, Fides diventerà fabbrica prodotto del Gruppo con l’obiettivo di un +11% nel corso del Piano: sarà avviata la distribuzione di prestiti personali mediante una rete proprietaria di agenti.
Controllo del credit risk e cessione di NPL
Il rischio di credito sarà interessato da un rafforzamento dei sistemi di controllo, della qualità del credito e di monitoraggio delle performance degli impieghi alla clientela, includendo uno specifico programma di gestione proattiva del rischio su settori e controparti identificate di maggior rischio e di cessioni di crediti Non Performing (245 milioni di euro) volto a contribuire al miglioramento, nel corso del triennio, del rapporto NPE lordi/Totale dei Crediti lordi, puntando al 5,5% e quello NPE netti/Totale Crediti netti a valori prossimi al 3%.
Private e affluent: consulenza ad hoc
Investimenti previsti anche per wealth management e bancassicurazione in professionalità e tecnologie, con un programma di digitalizzazione e automazione dei processi. Come in molti altri piani industriali bancari, la clientela Private e Affluent vedrà il potenziamento di servizi di consulenza evoluta ad hoc.
Dal punto di vista patrimoniale, il portafoglio titoli verrà mantenuto mentre i crediti verso la clientela cresceranno con un CAGR del 2,3%, con una spinta su servizi specialistici come il factoring e, come visto, sul credito al consumo. La raccolta diretta è prevista stabile, con switch parziale verso raccolta a vista e raccolta indiretta.
Obiettivi econmici e finanziari
Dal punto di vista economico, il Piano Industriale si caratterizza per una forte generazione dei ricavi (CAGR 21-23 Margine di intermediazione > 4%) con un margine di interesse in aumento del 3,9% e un netto miglioramento (attività verso la clientela ordinaria) del peso della componente commissionale rispetto al NIM, ottenuto grazie all’aumentata rilevanza dei comparti Wealth Management e Bancassurance e all’offerta di servizi aggiuntivi a maggior valore (eg consulenza evoluta).
Costo del credito in miglioramento dal 2023
Il costo del credito per il biennio 2021-2022 è previsto intorno ai 100 bps, in miglioramento solo dal 2023. Previste cessioni di NPL per 245 milioni di euro. Costo del personale in riduzione con il taglio di 175 risorse.