Si è perfezionata il 7 dicembre scorso la fusione per incorporazione di Banca Popolare del Mediterraneo in ViViBanca. Un’operazione che consente alla challenger bank di ampliare la propria offerta, focalizzata sui prestiti Retail, anche al segmento delle PMI, a cui sarà dedicato un nuovo modello di servizio.
L’anno da poco concluso è stato, tra l’altro, il migliore di sempre sul fronte del funding per l’istituto, nato nel 2017 dalla fusione tra TerFinance e il Credito Salernitano, con 647,3 milioni di raccolta diretta. Abbiamo approfondito le nuove strategie del Gruppo ViViBanca per i prossimi anni con Antonio Dominici, nominato Amministratore Delegato del Gruppo lo scorso 12 dicembre.
AG. Dottor Dominici, quali sono gli obiettivi dell’operazione dell’acquisizione di Banca Popolare del Mediterraneo?
AD. La Banca Popolare del Mediterraneo era nata una quindicina di anni fa con una mission ben definita, servire le imprese, grazie alla volontà di investitori di elevatissimo livello, che siamo orgogliosi di avere portato ora a bordo di ViViBanca.
La Banca ha risentito del contesto molto difficile degli ultimi anni, ma contava comunque su due filiali, 1.600 azionisti, una forte presenza sul segmento delle PMI in un territorio, la Campania, dove eravamo già presenti, visto che noi stessi avevamo acquisito il Credito Salernitano con un’operazione di reverse merger.
L’expertise di Banca Popolare del Mediterraneo nel servire le imprese, infine, era perfettamente complementare alla nostra offerta, tradizionalmente centrata sulle Famiglie.
Insomma, c’erano tutti gli elementi per un’acquisizione strategica che differenziasse il business model di ViViBanca e sostenesse la nostra crescita.
Oggi il capitale sociale è salito a 63,2 milioni, contro i 48,5 milioni del 2022, con fondi propri per 100 milioni di euro e coefficienti regolamentari superiori rispetto alla media dei nostri peer.
AG. Il 2023 ha portato alla Banca anche alcuni risultati importanti. Gli impieghi sono cresciuti del 63% e la raccolta è raddoppiata, all’interno della tradizionale offerta Retail.
Che cosa vi aspettate per il prossimo triennio?
AD. Sì, nel 2023 abbiamo raggiunto i 782,6 milioni di impieghi, con i prodotti di Cessione del Quinto e Anticipo Trattamento di Fine Servizio a quota 664,4 milioni.
Abbiamo avviato un percorso di diversificazione della nostra offerta alle Famiglie, introducendo i prestiti personali, i cui volumi in Italia sono oltre il triplo della CQS, che resta il nostro prodotto core. In questo ambito abbiamo partnership distributive consolidate e collochiamo anche mutui ipotecari, in partnership con un’altra banca.
Vediamo quindi molte opportunità di crescita nel segmento Famiglie. Sul segmento dei Prestiti Personali puntiamo a 150 milioni di euro di produzione complessiva nel prossimo triennio, accelerando verso i 50 milioni già nel 2024, per replicare poi il medesimo livello nel 2025 e salire a 60-66 milioni nel 2026.
AG. Il boom della raccolta, invece, è trainato dai prodotti di deposito, tornati in auge con il rialzo dei tassi di interesse.
Che cosa vi aspettate sul fronte della raccolta per i prossimi anni?
AD. Il prodotto time deposit incontra da sempre il favore degli italiani, un popolo con una grande vocazione al risparmio, come conferma il basso livello di debito privato del nostro Paese.
In questi 7 anni, ViViBanca ha acquisito una profonda conoscenza di questo prodotto, che oggi offriamo in modo pienamente digitale.
Nel 2023 la raccolta ha toccato i 650 milioni di euro, ben il 100% in più rispetto al 2022, e questo è un dato molto positivo per la banca: fare raccolta permette infatti di finanziare famiglie e imprese.
Per questo 2024 ci attendiamo ancora tassi elevati, anche se potremmo vedere un calo rispetto al 2023, probabilmente tra il secondo e il terzo trimestre.
Manterremo comunque la nostra offerta di prodotti, vincolati e non, con scadenze fino a 5 anni. E già dal 2023 abbiamo esteso il time deposit anche alla clientela Imprese, alla ricerca di una remunerazione per la liquidità.
AG. Veniamo alle PMI. Su questo segmento, come anticipato, andrete a sviluppare una nuova area di business, mettendo a valore l’expertise di Banca Popolare del Mediterraneo.
Proprio le PMI sono però, ormai da qualche anno, obiettivo delle banche challenger digitali e delle fintech del credito. A quale modello di servizio state lavorando, per rispondere anche a questi concorrenti?
AD. Innanzitutto, devo fare una precisazione doverosa: ViViBanca si rivolgerà alle Piccole e Medie Imprese, non alle grandi Corporate.
Per una challenger bank, come noi, è opportuno specializzarsi in nicchie di mercato, in cui puntare all’eccellenza. Non possiamo, ad esempio, pensare di competere con i grandi gruppi bancari sul costo del funding, che per noi è certamente più oneroso.
Possiamo, invece, puntare su un modello di servizio innovativo e di qualità, basato su tecnologia e velocità da un lato, peculiarità di prodotto e consulenza dall’altro.
Per le PMI, quindi, seguiremo la strada già tracciata con il Retail, facendo leva sull’automazione, grazie alla Robotic Process Automation o alle soluzioni di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR), oltre ovviamente all’intelligenza artificiale e alla firma digitale.
Offriremo pratiche digitali, completamente paperless. E i nostri modelli di scoring possono contare su una partnership con una delle realtà europee più all’avanguardia su questi temi.
Un modello di servizio puramente digitale, però, non lo riteniamo possibile, né per il Retail né per le PMI. Restiamo fedeli al “click and brick”: il digitale ha dato, e darà ancora, un contributo enorme all’efficientamento dei nostri processi, ma c’è un grande valore nel contatto diretto con il cliente, famiglia o impresa che sia. Ed è il cliente stesso, almeno quello affidabile, a cercarlo.
Serviremo quindi le imprese con un modello ibrido, in cui l’automazione, gli algoritmi e gli score digitali permetteranno al banker di concentrarsi sulla relazione con il cliente, risparmiandosi le attività burocratiche.
Dal punto di vista tecnologico, ad esempio, abbiamo adottato un’architettura più user friendly proprio per le PMI, che potranno caricare in autonomia tutta una serie di documenti. E i nostri banker potranno così dedicarsi alle attività commerciali.
AG. Avete già fissato degli obiettivi quantitativi sul segmento PMI per i prossimi anni?
AD. Nel 2024 puntiamo a erogare credito alle PMI per 150 milioni di euro. Per raddoppiare poi i volumi nel 2025 e arrivare intorno ai 350 milioni nel 2026.
AG. In ogni operazione di M&A c’è una fase delicata di integrazione tecnologica tra le due realtà. Come si è svolta questa fase? E su quali progetti tecnologici state lavorando?
AD. L’intera operazione di integrazione di Banca Popolare del Mediterraneo, comprese l’approvazione del Regolatore italiano ed europeo e la migrazione tecnologica, ha richiesto un tempo molto ridotto, 6 mesi, grazie all’impegno e alla competenza delle risorse di entrambe le banche.
In particolare, l’integrazione IT si è svolta rapidamente e non abbiamo riscontrato problematiche tecniche: ci ha sicuramente favorito il fatto che anche Banca Popolare del Mediterraneo utilizzi i sistemi di Cabel.
Per quanto riguarda, invece, i futuri sviluppi, le tematiche di innovazione sono seguite da un team di 15 risorse all’interno della Banca, che lavorano a stretto contatto con l’outsourcer di riferimento e gli altri partner tecnologici.
Le nostre dimensioni ridotte ci permettono di adottare nuove soluzioni rapidamente: in questo momento siamo particolarmente attenti all’evoluzione dei sistemi di CRM e di comunicazione con il cliente, come dimostra l’architettura che abbiamo adottato per le PMI.
AG. Il megatrend tecnologico del 2023, che sarà sicuramente al centro della scena anche quest’anno, è l’intelligenza artificiale.
Come state lavorando su questo tema?
AD. Abbiamo già un chatbot conversazionale, si chiama ViV-IA, che può svolgere in autonomia, su richiesta dell’utente, una serie di operazioni semplici, come gestire una domanda di estinzione anticipata, che tipicamente non offrono valore aggiunto dal punto di vista della relazione.
Ci sono certamente molte possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale che meritano interesse.
Già oggi, nel mondo della Cessione del Quinto, siamo un operatore molto digitale: l’onboarding si completa in 10 minuti e l’intero processo è altamente efficiente.
Ma un elemento umano è sempre necessario.
Sul totale delle richieste di prestito personale provenienti dal web, i rifiuti sono tra l’85% e il 90%. Quando consideriamo l’automazione dobbiamo tenere presente non solo i vantaggi, ma anche questi rischi significativi.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di gennaio/febbraio 2024 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.