Bisogna accelerare lo sviluppo degli Shared Banking Hub, filiali condivise tra più banche, così da non abbandonare i clienti over 65.
La proposta arriva da Age UK, associazione di beneficenza britannica dedicata proprio ai Silver, di fronte alla continua chiusura di sportelli bancari sul territorio.
4 milioni a rischio esclusione
L’ultimo report dell’associazione, dal titolo “You can’t bank on it anymore”, parla di 4 milioni di persone, il 39% degli anziani, che non usano l’online banking e sono sostanzialmente a rischio di marginalizzazione finanziaria.
A loro si aggiungono 3,25 milioni che non sono a loro agio con il digitale.
E, infatti, il 75% del campione dice che preferirebbe fare almeno una tipologia di transazione allo sportello, parlando con un operatore.
La popolarità dell’online tocca il minimo tra le donne over 85 a basso reddito, ma il problema è trasversale al segmento anziani. Che teme il rischio frodi (31%), non si fida dell’internet banking (28%) e non ha competenze tecnologiche (anche in questo caso indicata dal 28%).
Piace (già) a uno su due
L’idea di uno Shared Banking Hub, invece, intercetta il gradimento del 49% del campione.
Il dato sorprende perché il formato è davvero nuovo: ne esistono solo 4, anche se almeno altri 47 sono in corso di realizzazione.
Eppure, la sua fisicità lo rende attraente per almeno la metà degli anziani. 5,1 milioni di persone, sottolinea Age UK.
Queste filiali condivise potrebbero servire la popolazione nei centri abitati che restano senza banche.
Evitando di costringere i clienti anziani a spostarsi fisicamente in una cittadina vicina o a confrontarsi in autonomia con un ATM.
«Dobbiamo accettare il fatto che un grande numero di anziani non usa l’online – ha dichiarato Caroline Abrahams, Charity Director di Age UK. La nostra ricerca dimostra però che anche gli anziani digitalizzati sentono comunque il bisogno di parlare con un impiegato in carne e ossa, almeno per alcune transazioni. Tra la popolazione più anziana resta una domanda forte e continua di servizi bancari in presenza ed è cruciale che le banche diano una risposta».
Una soluzione di sistema
In particolare, sottolinea l’associazione, il Banking Hub non può essere un’opzione presa in considerazione solo dopo la chiusura dell’ultima filiale, con il rischio di privare la popolazione locale di ogni servizio fino all’apertura dell’Hub.
Ma dovrebbe diventare un formato valutato dalle banche stesse, all’interno delle rispettive logiche di razionalizzazione della rete di filiali.
Potrebbe essere un ottimo esempio da imitare, anche in Italia.
Che cosa è un Banking Hub
Un Banking Hub è uno spazio bancario condiviso, dall’aspetto simile a una filiale bancaria.
Offrono un servizio di sportello operato da personale delle Poste e aperto ai clienti di qualunque istituto per versare e depositare denaro, pagare bollette e svolgere le operazioni bancarie di routine.
Ci sono inoltre spazi privati in cui un cliente può parlare di tematiche più complesse con un rappresentante della propria banca: i diversi istituti si alternano nelle postazioni secondo un calendario prestabilito.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di maggio 2023 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.