Per essere green ci vuole credito. Le normative come Case green spingeranno il mercato, e le famiglie italiane, a migliorare le prestazioni energetiche degli immobili, mentre le imprese sono già chiamate a efficientare il loro business in ottica sostenibile.
Ma nel percorrere la strada della transizione ecologica e ambientale il finance ha un ruolo fondamentale, con mutui e finanziamenti, dove integra criteri ESG all’interno della valutazione del credito oltre che nelle condizioni dei prestiti nati per premiare comportamenti virtuosi in ambito sostenibilità; come gli S-loan per le imprese e i mutui green per le famiglie.
La regolamentazione in ambito sostenibilità
Le banche sono quindi parte attiva nella transizione sostenibile anche se si devono muovere lungo il solco della ricca normativa che in questi anni ha cercato di definire standard e criteri per valutare la sostenibilità.
Tra questi, il Regolamento 2020/852 sulla tassonomia delle attività economiche ecocompatibili, il Regolamento relativo all’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (SFDR), la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e, più recenti, le norme MiFID II ESG.
Una nuova proposta sul mercato
È naturale che la normativa spinga a un adeguamento dei processi e dell’operatività per essere compliant, ma la sostenibilità è vista anche come un incentivo a trovare un nuovo posizionamento strategico nel mercato sempre più sensibile e attento all’offerta di prodotti e servizi ESG.
Anche collaborando con il fintech e le startup in questo ambito: una parte delle banche già promuove prodotti o servizi alla clientela business collaborando con queste realtà, oltre che al segmento mass market e, una parte, ai clienti affluent e private.
La creazione del prodotto green parte da processi e IT
Per guidare la trasformazione della proposta green, le banche partono quindi dall’evoluzione dei sistemi IT proprio per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità: una voce che si trova tra le 10 priorità di ricerca e investimento delle banche italiane (dati Rapporto ICT, ABI Lab 2024).
Investimenti e attività di ricerca su questo fronte si concentrano sulla creazione di tool a supporto di nuovi prodotti ESG e sulla messa in produzione di sistemi per la raccolta, e la valutazione, dei dati sulla sostenibilità delle controparti.
Naturalmente con un impatto sui processi interni, che vanno ridisegnati per raggiungere obiettivi strategici connessi alla sostenibilità, come gli scoring di valutazione che tengono conto dei criteri ESG, e un maggiore sforzo nel dedicare nuovi canali per fare conoscere alla clientela l’offerta green e sostenibile.
Alla ricerca dell’efficientamento energetico
Allo studio, secondo l’annuale Rapporto dell’ABI Lab, le iniziative di efficientamento energetico che riguardano i sistemi informativi.
Al centro dell’indagine ci sono i sistemi di monitoraggio dei consumi di energia, sui tavoli di discussione trovano posto considerazioni energetiche e sui materiali nell’acquisto di apparati ICT ed emerge la necessità di valutare con KPI di sostenibilità i cloud provider.
Resta ancorata unicamente all’ambito di indagine la valutazione dell’impatto dei rischi climatici sulle infrastrutture delle banche, nonostante la BCE abbia spinto all’azione.

Obiettivo: raggiungere la carbon neutrality
La transizione green, per eccellenza, è legata all’efficientamento energetico e il 58% delle banche ha pianificato o prevede di pianificare nuovi investimenti nel comparto delle energie rinnovabili.
La tecnologia predominante è il fotovoltaico e gli impianti vengono installati solo su beni strumentali della banca, con l’obiettivo di raggiungere obiettivi aziendali di carbon neutrality, e anche attraverso contratti di acquisto green pluriennali di Renewable Power Purchase Agreement.
L’impatto ambientale della tecnologia
Se si parla di impatto ambientale non si può non tenere conto della infrastruttura tecnologica delle banche.
I progetti per migliorare l’IT, sotto il profilo ambientale, spaziano naturalmente dagli apparati di core banking fino alla efficienza energetica dei data center, coinvolgendo anche l’introduzione di criteri ambientali nella valutazione complessiva dei servizi acquistati. Contratti per il cloud inclusi.
AI e machine learning per raggiungere la sostenibilità
Tuttavia, il settore bancario vede proprio nel cloud computing e nell’intelligenza artificiale le tecnologie che meglio potranno supportarlo nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità.
Per quanto riguarda l’AI, le banche stanno scegliendo sempre più di adottare soluzioni di advanced analytics e tecnologie come il machine learning in ambiti come l’analisi comportamentale della clientela, nello scoring in chiave sostenibile dei clienti, nell’assistenza ai clienti e, ultimo ma non per ultimo, nel processo di concessione del credito.
Questo articolo è stato pubblicato sul numero di luglio/agosto 2024 di AziendaBanca ed è eccezionalmente disponibile gratuitamente anche sul sito web. Se vuoi ricevere AziendaBanca, puoi abbonarti nel nostro shop.