Gen Z e Millennial: la sostenibilità e il caro vita sono le principali preoccupazioni

Survey Deloitte preoccupazioni di Gen Z e Millennial

Il 73% dei Gen Z e il 68% dei Millennial italiani si dicono preoccupati o ansiosi per l’impatto ambientale.

Questo è il principale dato emerso dalla quattordicesima edizione della Gen Z e Millennial Survey, lo studio globale di Deloitte condotto su oltre 23mila Gen Z e Millennial di 44 Paesi.

7 giovani su 10 preoccupati dell’impatto ambientale

Come anticipato, all’incirca 7 italiani su dieci affermano di essere preoccupati o ansiosi per l’impatto ambientale e in particolare la protezione dell’ambiente è indicata come una questione di rilevanza dal 28% dei Gen Z e dal 25% dei Millennial.

A livello globale, invece, la percentuale degli intervistati che si dichiara preoccupata è del 65% per la Gen Z e il 63% per i Millennial.

Per proteggere il pianeta, quindi, i giovani italiani sono disposti ad agire concretamente.

Tra le azioni che hanno intrapreso o che sono disposti a intraprendere ci sono l’acquisto di un veicolo elettrico, il miglioramento della propria casa per renderla più sostenibile e un uso attento dell’acqua.

Il 33% della Gen Z e il 25% dei Millennial, inoltre, ha condotto ricerche sulle politiche ambientali delle aziende prima di acquistarne prodotti o servizi. E c’è anche chi (14% Gen Z e 10% Millennial) ha lasciato il proprio lavoro o in futuro potrebbe lasciarlo (24% Gen Z e 23% Millennial) perché preoccupato del relativo impatto ambientale.

Caro vita, ambiente e conflitti, tra le questioni più sentite

Il costo della vita rimane comunque una tematica di rilevanza sia per la Gen Z italiana (37%) sia per i Millennial (39%).

6 giovani su 10 dichiarano di vivere di stipendio in stipendio e temono di non riuscire a raggiungere la pensione con un livello di benessere economico soddisfacente, un dato, questo, superiore alla media globale di circa 20 punti percentuali.

In terza posizione, emerge il timore per i conflitti in corso, una preoccupazione che riguarda un intervistato italiano su quattro e che riflette l’inasprirsi delle tensioni geopolitiche a livello mondiale.

La GenAI diventa quotidianità per Gen Z e Millennial italiani

Abituati al mondo dei social e di internet, Gen Z e Millennial si dimostrano molto aperti alle novità tecnologiche legate all’AI e alla GenAI.

In Italia, infatti, la GenAI viene utilizzata comunemente per la creazione di contenuti (39% Gen Z, 37% Millennial) e l’analisi dei dati (36% Gen Z, 39% Millennial).

Mentre, per quanto riguarda il lavoro, il 71% della Gen Z e il 76% dei Millennial italiani pensano che l'intelligenza artificiale generativa ne abbia migliorato la qualità.

Viene infatti utilizzata per il project management (33% Gen Z, 30% Millennial), per lo sviluppo di software (31% Gen Z, 30% Millennial), per il design e la creatività (27% Gen Z, 24% Millennial), per la formazione (26% Gen Z, 28% Millennial) e per il supporto clienti (25% Gen Z, 25% Millennial).

Le generazioni intervistate sono consapevoli dell’avvento dell’AI nelle attività lavorative: il 73% della Gen Z, al pari dei Millennial, afferma che la GenAI ha liberato tempo e migliorato il work-life balance, inoltre il 62% della Gen Z e il 67% dei Millennial sta già considerando opportunità di lavoro meno esposte agli impatti dell’automazione, poiché il 61% della Gen Z e il 55% dei Millennial ritiene che l’AI potrebbe comportare una riduzione dei posti di lavoro.

Le aspettative sul futuro del lavoro e la formazione

Dalla ricerca emerge che la Gen Z, a livello globale, dà priorità alle opportunità di crescita professionale e di formazione nella scelta di una posizione lavorativa, e solo il 6% aspira a ricoprire posizioni dirigenziali di alto livello.

Sia la Gen Z sia i Millennial, inoltre, si aspettano che i loro datori di lavoro e manager supportino l’apprendimento e lo sviluppo, ma dichiarano un ampio divario tra le loro aspettative e le esperienze reali. Rimane importante l’attenzione al work-life balance e alla salute mentale, che sono due delle grandi eredità del periodo pandemico oggi imprescindibili per i più giovani.

Le priorità di Gen Z e Millennial italiani

Interrogati sulle loro priorità nella vita, il 67% dei Gen Z e il 69% dei Millennial italiani confermano che gli amici e la famiglia rimangono la cosa più importante in assoluto.

Tra i fattori più rilevanti per il loro senso di identità c’è poi il lavoro, che è importante per il 45% dei Gen Z italiani e per il 55% dei Millennial. Una percentuale più alta della media globale, che si assesta al 41% per i Gen Z e al 46% per i Millennial.

Sopra la media globale anche l’importanza attribuita dagli italiani alle attività culturali (Gen Z globali e Millennial globali al 36% vs Gen Z italiani al 40% e Millennials italiani al 38%) e all’esercizio fisico (importante per il 28% dei Gen Z italiani e per il 26% dei Millennials italiani).

«Come ogni anno la Gen Z e Millennial Survey di Deloitte ci permette di sintonizzarci con il sentimento dei più giovani – afferma Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia. Quest’anno, dunque, si confermano alcuni dei fenomeni già visti negli anni scorsi, come l’attenzione all’inflazione e l’impegno per la sostenibilità, ma emergono anche due nuovi elementi molto significativi: la preoccupazione per la complessa situazione geopolitica e l’uso ormai quotidiano dell’Intelligenza Artificiale Generativa».

 

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